Gli sfratti sono aumentati del 205% e a Prato mancano le case popolari
L’allarme del Sunia: centinaia di famiglie rischiano di restare per strada
PRATO. Il Sunia, sindacato degli inquilini, lancia l’allarme sfratti a Prato, seconda in Toscana per numero di sfratti eseguiti e terza per richieste di esecuzioni, potendo contare su un triste primato negativo: è la provincia toscana all’ultimo posto per dotazioni di case popolari, stando al Report del ministero degli Interni relativo al 2022.
Stando ai dati ministeriali, sono state 883 le richieste di esecuzione di sfratto (con un incremento percentuale sull’anno 2021 del 181%) e gli sfratti eseguiti 299 con un aumento percentuale del (205%).
«Come avevamo ampiamente denunciato a più riprese – si legge in una nota del Sunia – questi dati sono frutto della totale assenza di politiche di sostegno alla locazione, alle quali dovremo aggiungere l’aggravante dell’azzeramento del Fondo sostegno all’affitto operato dal Governo Meloni e il taglio del Reddito di cittadinanza che prevedeva una integrazione per i cittadini in affitto.
Che a Prato la situazione sul fronte casa sia problematica, lo dimostra il numero delle domande per il contributo all’affitto 2022: sono state 822 con un fabbisogno stimato di 2.063.052 euro che ha visto erogare grazie alle risorse del precedente governo e dalla Regione Toscana (oggi azzerate dall’ultima Finanziaria del Governo Meloni) 876.333,86 euro.
L’emergenza abitativa pratese si sostanzia in altri numeri:la provincia Prato ha solo 1.828 case popolari, all’ultimo posto fra le provincie per dotazione di Edilizia residenziale pubblica. Tra l’altro 172 abitazioni sono sfitte, vuote, in attesa di ristrutturazione. Come detto, sono state 883 le richieste di esecuzione a Prato nell’anno 2022 con un incremento percentuale del 181% e 299 quelli eseguiti con un incremento percentuale del 205% . Prato è la terza provincia toscana per il numero di richieste esecuzioni e al secondo posto dietro Firenze in quella degli sfratti eseguiti. «Le prospettive per il 2024 sono ancora più nere – sostiene il Sunia – Il rischio è di trovarsi con centinaia di famiglie con lo sfratto esecutivo per morosità è concreto anche alla luce del taglio del Fondo sociale per l’affitto e del Fondo morosità incolpevole decisa dal Governo. Riteniamo che, a questo punto, non sia rinviabile un confronto serio su come far fronte allo stato di emergenza che investe centinaia di famiglie in precarietà abitativa anche nella nostra provincia».
Il Sunia elenca poi una serie di richieste per fare fronte all’emergenza: convocazione della Commissione Territoriali per il contrasto del disagio abitativo prevista dalla legge regionale 75/2012; favorire il reperimento sul mercato privato di alloggi da destinare a canone sostenibile mediante azioni progettuali che prevedano un sistema di garanzie per i locatori; perseguire l’obiettivo di azzeramento degli alloggi di case popolari vuoti (oggi 172 nella provincia di Prato) anche mediante la sottoscrizioni di accordi con i nuovi assegnatari per permettere loro di effettuare i lavori di ripristino a “sconto affitti”; valutazione di studi di fattibilità per operare cambiamenti di destinazione uso di fondi commerciali di proprietà pubblica per realizzare alloggi di edilizia residenziale pubblica; costruire un censimento quanto più esaustivo del patrimonio di edifici e aree appartenenti a enti o istituzioni utili alla costruzione di progetti volti ad incrementare il numero di alloggi di edilizia sociale.
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