Il Tirreno

Prato

L’inchiesta

Pretendevano la “buona entrata” per affittare i capannoni ai cinesi: arrestati due immobiliaristi di Prato

di Paolo Nencioni

	Una veduta del Macrolotto di Prato
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Una veduta del Macrolotto di Prato

I confezionisti orientali dovevano pagare 400.000 euro a fondo perduto per ogni immobile, che altrimenti non gli sarebbe stato concesso in locazione

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PRATO. Pretendevano il versamento di una “buona entrata” di 400.000 euro per dare in affitto i capannoni industriali ai confezionisti cinesi del Macrolotto. Per questo due immobiliaristi pratesi, marito e moglie, sono stati messi agli arresti domiciliari (misura ora sostituita dal divieto di avvicinamento alle parti lese) in seguito a un’indagine della guardia di finanza coordinata dai sostituti procuratori Alessia Iacopini e Vincenzo Nitti. L’accusa è quella di estorsione aggravata e nello stesso procedimento risultano indagati in concorso anche due agenti immobiliari.

A far scattare l’inchiesta è stata la denuncia, nel gennaio 2022, da parte di un imprenditore cinese che era stato sfrattato dal capannone nel Macrolotto di Iolo per aver saldato l’affitto con tre mesi di ritardo, nonostante avesse già versato la “buona entrata” di 400.000 euro. Per questo episodio c’è già una richiesta di rinvio a giudizio ed è fissata l’udienza preliminare a novembre, ma partendo dalla prima denuncia la guardia di finanza ha scoperto che non si era trattato di un caso isolato. I soliti due immobiliaristi avrebbero replicato lo schema in una dozzina di occasioni, incassando 5,2 milioni di euro in nero. Per questo sono accusati anche di dichiarazione infedele, perché inevitabilmente non potevano inserire gli incassi milionari, rigorosamente in contanti e in nero, nella dichiarazione dei redditi.

I due sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari nell’interrogatorio di garanzia e avrebbero già ammesso di aver incassato ingenti somme di denaro a titolo di “buona entrata”, ma all’eventuale processo contesteranno la possibilità di dover rispondere di estorsione.

Gli stessi due immobiliaristi, di cui non sono stati resi noti i nomi, si sarebbero già presentati nei giorni scorsi all’Agenzia delle entrate per regolarizzare la loro posizione versando due milioni di euro.

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