Il Tirreno

Prato

Lotta allo spaccio

Prato, un deposito della droga nel bastione voluto da Cosimo de’ Medici

di Paolo Nencioni

	Il tenente colonnello Sergio Turini spiega i dettagli dell'operazione
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Il tenente colonnello Sergio Turini spiega i dettagli dell'operazione

I carabinieri hanno arrestato due nigeriani e un marocchino e hanno sequestrato 5 chili di marijuana, oltre a ketamina, cocaina, hashish ed eroina

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PRATO. Il bastione di San Giusto, fatto costruire quasi 500 anni fa da Cosimo I de’ Medici, è diventato un deposito della droga. Lo hanno scoperto i carabinieri che martedì 10 ottobre hanno arrestato due nigeriani di 28 e 30 anni e un marocchino di 27 anni, già fermato una settimana fa con mezzo chilo di marijuana e rimesso in libertà col divieto di dimora, una misura che evidentemente non ha intralciato più di tanto i suoi affari. Martedì ha provato a scappare ed è stato ripreso all’altezza del centro socio-sanitario Giovannini.

Dentro il bastione di via della Misericordia c’è una casa abbandonata da anni dopo la morte del proprietario. Lì i carabinieri, insieme ai militari del Battaglione Toscana, hanno trovato cinque chili di marijuana, 700 grammi di ketamina, hashish, cocaina ed eroina. Insomma, ce n’era per tutti i gusti e lo spaccio era organizzato in maniera capillare ed efficiente. Lo spacciatore si fa trovare in centro, spesso vicino a piazza Duomo, viene avvicinato dal cliente e piazza l’ordine col telefono cellulare. Il complice prende le dosi richieste e in monopattino elettrico dal bastione raggiunge il punto indicato. In cinque minuti è tutto fatto.

Non è la prima volta che le forze dell’ordine fanno arresti e sequestri di droga dentro il bastione, e non sarà l’ultima, a meno che la casa abbandonata non venga messa in sicurezza. Magari venduta e restituita alla civiltà.

Dentro alla casa abbandonata i carabinieri hanno trovato anche altri due stranieri e una donna italiana. Uno straniero è stato denunciato per furto di energia elettrica (si era attaccato alla linea dell’Enel), gli altri due per aver violato il divieto di dimora a Prato. In un capanno sono stati trovati anche alcuni attrezzi rubati nei cantieri edili del centro e altro oggetti di presumibile provenienza furtiva.

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