Il Tirreno

Prato

I pellegrini di Bonistallo in Israele. «Siamo a Nazareth, stiamo bene»

di Alessandro Formichella
I pellegrini di Bonistallo in Israele. «Siamo a Nazareth, stiamo bene»<br>

I turisti religiosi hanno scoperto dell’attacco una volta atterrati a Tel Aviv

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POGGIO A CAIANO. «La situazione è sotto controllo, nessuna preoccupazione qui per tutto il gruppo. Stiamo bene. Ci troviamo a Nazareth, stamattina siamo stati sul Monte Tabor. Ma ripeto, siamo preoccupati per la situazione generale dell'attacco a Israele, ma qui in Galilea la vita è normale, nonostante la preoccupazione. La città non è militarizzata, ci sono le auto e le persone che girano come ogni giorno. Ma stiamo cercando un volo per ripartire prima possibile».

Parla da Nazareth, a una manciata di chilometri dal lago di Tiberiade, il monsignore Cristiano D'Angelo, sacerdote della parrocchia di Bonistallo di Poggio a Caiano, nonché vicario generale della Diocesi di Pistoia.

Con lui, da sabato mattina è partito un gruppo di 46 pellegrini, quasi tutti poggesi, dall'aeroporto di Fiumicino alle 9,50 per Tel Aviv. Volo con la compagnia di bandiera Ita, ex Alitalia, mentre Hamas continuava a bombardare con migliaia di missili i territori a sud di Israele, vicini alla Striscia Gaza.

Il gruppo di turisti religiosi, sabato non poteva assolutamente né sapere né immaginare lo scenario al quale sarebbe andato incontro sbarcando di fatto in un paese che stava dichiarando guerra. «Continuiamo a pregare perché torni la pace in queste ore, perché si fermi una guerra atroce come tutte le guerre», ripete monsignor Cristiano «ma ripeto, e tengo a precisarlo per i familiari, che qui è tranquillo. Non sta accadendo niente e stiamo facendo una vita normale. È chiaro che rimarremo a nord di Israele, in Galilea, l'area più lontana dalla zona dei combattimenti», dice il vicario generale della diocesi pistoiese.

Fuori dall'hotel, mentre don Cristiano racconta l'arrivo di ieri a Tel Aviv, si sente in sottofondo la vita di tutti i giorni, con le auto e le persone che passano. I quarantasei parrocchiani, dicevamo quasi tutti residenti a Poggio a Caiano e qualcun altro di Carmignano e Seano, stanno tutti bene e continueranno in questi giorni le visite ai luoghi più importanti della Terra Santa, ma rimanendo nelle zone più sicure a nord della capitale israeliana.

Intanto, monsignor Cristiano d'Angelo è in contatto costante con l'ambasciata italiana a Tel Aviv: «Da ieri ci sentiamo tutti i giorni, per ovvie ragioni di sicurezza – racconta il prelato –. L’ambasciata non vieta ai turisti di viaggiare per Israele purché si resti, come siamo noi, nella parte a nord del Paese». I pellegrini avevano in programma la ripartenza per Roma sabato prossimo 14 ottobre. Ma con la guerra in corso, il gruppo sta cercando di anticipare il rientro di qualche giorno. Appena sarà possibile. Perché Ita e quasi tutte le compagnie aree hanno sospeso i voli da e per Israele fino a mercoledì prossimo.

«Vediamo come si evolve la situazione in queste ore. Se ci sarà l'opportunità, rientreremo il prima possibile in Italia», chiarisce Monsignor Cristiano. Il gruppo di quarantasei pellegrini è formato tutto da persone adulte.l


 

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