Il dolore
Prato, cocaina ai ragazzini: tre arresti dei carabinieri
Il gruppo era sotto osservazione da molti mesi. La sua attività tra Montale e Montemurlo
MONTEMURLO. Arrestati dai carabinieri tre giovani di origine marocchina, tutti residenti nel territorio di Montemurlo e Prato.
Sono accusati, anche in concorso tra di loro, di spaccio di sostanza stupefacente, in particolare di cocaina. La loro attività si sarebbe svolta tra Montale e Montemurlo a partire da gennaio 2021 fino al luglio scorso.
Le indagini, che sono state dirette dalla Procura della Repubblica di Pistoia, nascono, si spiega una nota dell’Arma, da attività di osservazione e pedinamento eseguita dai militari della stazione di Montale.
Dalle indagini portate avanti era emersa un’attività di spaccio di cocaina a opera dei tre giovani che avrebbero rifornito di droga anche molti giovani del luogo.
Con loro venivano fissati appuntamenti per la cessione della cocaina in zone poste a ridosso dell’area di confine tra la cittadina pistoiese e il vicino comune di Montemurlo. In queste zone gli spacciatori giungevano anche a bordo di monopattini elettrici con i quali si muovevano agevolmente proprio al fine di evitare eventuali controlli da parte delle forze dell’ordine.
L’identificazione di uno dei tre, mentre stava per cedere una dose di cocaina a un minorenne, ha fornito ulteriore impulso alle indagini, spiegano sempre i carabinieri di Pistoia. Gli accertamenti si sono concentrate sullo spacciatore ma hanno consentito di risalire anche alla rete dei contatti intrattenuti con i vari clienti.
Come spiegano ancora i carabinieri, «L’acquisizione di informazioni da parte di alcuni tra i più assidui assuntori di cocaina ha confermato l’ipotesi investigativa, facendo emergere numerosi particolari riguardanti le modalità per organizzare gli incontri per la compravendita di droga, evidenziando anche i rapporti di forza all’interno del gruppo criminale diretto inizialmente da uno dei tre nordafricani che si avvaleva degli altri due connazionali».
Questi due ultimi, in partenza, erano deputati solo alla consegna dello stupefacente. Poi ci sono stati dissidi legati alla gestione dell’attività e questi contrasti hanno spinto di fatto i due cosiddetti “cavalli” a continuare le attività illecite mettendosi in proprio.
Le perquisizioni personali e domiciliari, durante l’esecuzione delle misure restrittive, hanno consentito tra le altre cose, di rinvenire gli apparecchi cellulari utilizzati per le attività di spaccio.
Il contenuto sarà ora vagliato per acquisire ulteriori elementi probatori a carico degli indagati e ricostruire più compiutamente la rete.
Al termine dell’operazione i tre giovani marocchini sono stati portati nella casa circondariale di Pistoia e di Prato dove rimarranno a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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