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Alzheimer, quei malati abbandonati. La lettera di un familiare fa breccia: «Aprite subito il centro di Narnali»

di Alessandro Formichella
Alzheimer, quei malati abbandonati. La lettera di un familiare fa breccia: «Aprite subito il centro di Narnali»

Prato, l’Asl conta di rimettere in funzione la struttura entro la fine dell’anno: «Noi però non possiamo più aspettare»

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PRATO. Il Centro Alzheimer La Melagrana a Narnali dovrebbe riaprire entro la fine dell’anno. Dieci posti per persone affette da Alzheimer e demenza senile, quando a Prato, secondo i calcoli dell’associazione Aima, sarebbe necessario avere almeno altri 30 o 40 letti. Ma intanto i tempi si allungano. E i famigliari di molte persone affette dalla patologia chiedono a gran voce che Asl Toscana Centro e Società della salute accelerino il passo, almeno per riaprire il centro Il Melograno e per porre sotto la lente d’ingrandimento il problema, sempre più diffuso nel pratese, dell’assistenza specializzata su patologie come l’Alzheimer.

Il prossimo 2 ottobre Barbara Becherucci, presidente della sezione pratese di Aima, l’associazione italiana malati di Alzheimer, sarà presente ad un incontro con la Società della salute pratese e l’Asl, proprio per discutere, fra le tante cose, anche della riapertura del centro di Narnali.

La lettera di alcuni mesi fa di Sabrina Matani, figlia di un anziano affetto da demenza senile, sembra aver aperto una breccia in più sulla carenza di disponibilità dei posti letto e di assistenza specialistica a Prato per le patologie senili. Lettera che adesso Matani replica, aggiornando non solo la propria situazione familiare, simile a quella di tante altre famiglie pratesi che incontrano lo stesso problema, ma chiedendo anche quando e come si potrà iniziare a operare in modo diverso per gli anziani affetti da problemi neurologici degenerativi. In una recente mail inviata alle istituzioni locali e a quelle sanitarie, Sabrina Matani non nega che, riguardo a suo padre, «la malattia procede inesorabilmente. L’igiene personale ormai è un grosso problema e fonte di forti contrasti che si fa fatica a gestire. Non ci sono più fame e sete così una sincope ha colpito il babbo – scrive – Questa estate all’ospedale ci hanno chiesto la presenza costante di un familiare per poterlo sorvegliare, ma lavorando questa non è una richiesta facile da gestire soprattutto in alcuni momenti, con scadenze da rispettare. Ma capisco, non è semplice tenere un malato di Alzheimer in ospedale. Anche le parole non vengono più, tanto che i silenzi sono ormai lunghissimi ed “assordanti”. Ma quando arrivano le parole sono senza senso, scoordinate e spesso solo turpiloquio o una cantilena ossessiva e ripetitiva».

È la descrizione sintetica che Matani fa della malattia, e di tutte le sue conseguenze, che ha colpito il padre. «Sappiamo fino ad ora che il centro La Melagrana riaprirà a breve, fra alcuni mesi, con un ingresso separato da quello dell’area Covid. Il 2 ottobre come Aima cercheremo di avere date certe sulla fine dei lavori alla Melagrana e la sua riapertura – spiega Barbara Becherucci – Si tratterà di 10 posti. È qualcosa. Prato ha bisogno, però, di molta più attenzione e di molti più posti letto sul fronte assistenza Alzheimer. Un’altra battaglia da affrontare nel tempo». E Sabrina Matani torna sulla questione: «Cosa chiedo e chiediamo? La riapertura immediata del centro La Melagrana di Prato che già esisteva. Chiedo che siano impegnate, con procedure di urgenza, risorse affinché il centro sia ripristinato, risistemato e reso disponibile per i malati di Alzheimer ed altre demenze».
 

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