Il Tirreno

Prato

L’appalto

Prato, riapre il sottopasso di via Ciulli: affidati i lavori di ripristino

di Paolo Nencioni
Il sottopasso di via Ciulli allagato nella notte tra il 5 e il 6 ottobre del 2010
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Il sottopasso di via Ciulli allagato nella notte tra il 5 e il 6 ottobre del 2010

Nel 2010 annegarono tre donne nell’auto intrappolata durante un temporale. La svolta è stata resa possibile grazie alla realizzazione della cassa di espansione a servizio dell’ospedale

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PRATO. Sono passati 13 anni dalla tragedia di via Ciulli, l’allagamento del sottopasso ferroviario durante un furioso temporale notturno che costò la vita a tre donne cinesi, annegate nell’auto sommersa dall’acqua. Ora, dopo il dissequestro deciso nel maggio dell’anno scorso dalla Corte d’appello di Firenze, il Comune ha affidato i lavori per la riapertura dell’importante collegamento tra Narnali e Galciana e l’intervento potrebbe concludersi entro l’anno. Forse una previsione un po’ ottimistica, considerato come vanno i lavori pubblici in Italia, ma si può fare.

Sarebbe un regalo di Natale su cui i residenti della zona non contavano più, dopo le numerose richieste di riapertura finora disattese.

La svolta è legata alla realizzazione della cassa di espansione dell’ospedale Santo Stefano, che ha convinto il Genio civile a dare il via libera. Ora secondo i tecnici ci sono le condizioni di sicurezza per riaprire il sottopasso ed evitare che una tragedia simile si possa ripetere, nemmeno in presenza di precipitazioni eccezionali come quelle dell’ottobre 2005.

La cassa di espansione a servizio della nuova palazzina dell’ospedale, ma anche di tutta la zona, è costata un milione di euro. Sarà l’ingegnere idraulico Davide Malossi, lo stesso che ha seguito i lavori della cassa di espansione, a collaudare il collegamento tra il sottopasso di via Ciulli e l’invaso.

Una tragedia, quella di via Ciulli, per la quale non ci sono colpevoli. Il processo a quattro imputati si è concluso senza condanne, in parte per la mancanza di elementi di colpevolezza, in parte per la prescrizione. Così come è rimasta senza colpevoli, di fatto, l’altra grande tragedia con vittime cinesi, l’incendio della confezione Teresa Moda di via Toscana di cui quest’anno ricorre il decennale: sette operai morti, due imputati assolti, altri due condannati ma fuggiti in Cina. Per le tre donne annegate in via Ciulli l’allora sindaco Roberto Cenni negò il lutto cittadino, per i sette di via Toscana invece lo concesse, forse fu una questione di numeri.

Ora, come detto, si prova a riaprire. I lavori di ripristino degli impianti sono stati affidati alla Lacquacad di Capannori, l’unica ad aver presentato un’offerta, mentre la parte stradale sarà di competenza della Endiasfalti di Agliana. Il costo complessivo è di 200.000 euro. Al momento il sottopasso è pieno di erbacce, bisognerà rifare il manto stradale e cambiare gli impianti, comprese le pompe che il 5 ottobre 2010 non entrarono in funzione. Sarebbe anche il caso di mettere una lapide che ricordi i nomi delle tre donne annegate, le sorelle Wang Donglan e Wang Jilan, di 42 e 50 anni, oltre alla figlia di Jilan, Wang Chengwei, di 24 anni. Nomi ben presto dimenticati nel frastuono delle polemiche dell’epoca.


 

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