Il dolore
La corsa dem al dopo Biffoni è tutta rosa fra Squittieri e Bugetti spunta Santi
Intanto l’avvocato penalista Massimo Taiti scende in campo con una lista civica
PRATO. In casa Pd, i nomi che si affacciano adesso sono tre. E sembrano essere quelli più accreditati per entrare dentro la campagna elettorale per le prossime elezioni comunali. Ilaria Santi, Benedetta Squittieri e Ilaria Bugetti: tutto al femminile. Il Pd e il centrosinistra che vogliono dare continuità ai dieci anni di amministrazione guidati fino ad ora da Matteo Biffoni avrebbero una candidata sindaca nel 2024. Voci che si rincorrono, ma che sembrano prendere sempre più quota.
Per molti del Pd, la corsa alla candidatura sarà tutta al femminile, sebbene diversi puntualizzino che almeno fino a metà dicembre il nome non verrà fuori. Prima di tutto questo, il dibattito interno ai Dem dovrà prendere il volo attraverso gli organismi provinciali e confrontarsi con i livelli regionale e nazionale. Ma sarà un Pd rosa, quello che correrà.
Per Ilaria Santi, assessora alla scuola, all’edilizia scolastica e alle politiche per le pari opportunità nella giunta Biffoni, nonché unica esponente di giunta ad aver sostenuto alle scorse primarie la segretaria nazionale Elly Schlein, si potrebbe aprire uno scenario del tutto nuovo, e forse inaspettato, dopo l’esperienza di presidente del consiglio comunale e di donna che corse anni fa alle primarie per la candidatura al parlamento ormai molti anni fa. Vinse Matteo Biffoni che entrò deputato alla Camera, per poi, nel 2014, tornare a Prato per vincere le elezioni. Il nome della Santi, comunque, ricorre. Mentre sarebbe il segretario provinciale Marco Biagioni, che ricopre attualmente la carica anche di consigliere comunale, a fare un passo indietro per una eventuale candidatura, tornando, almeno fino al prossimo giugno, ad arbitro di decisioni e percorsi concreti da affrontare.
Sarà difficile ci siano nuove primarie in casa del centrosinistra. La memoria dello scontro storico fra Paolo Abati e Massimo Carlesi del 2009 è ancora carico di ricordi amari e di conclusioni ancora peggio: il neonato Pd perse le elezioni. È, invece, il nome di Ilaria Santi che potrebbe raccogliere ampie condivisioni. Dalla sua parte, ha una lunga esperienza amministrativa e politica, la passione per la città e un rapporto molto solido con il mondo cattolico e con la sinistra del partito e del centrosinistra in generale. Sul suo nome convergerebbero quelli dell’area Schlein, ma non dispiacerebbe neppure all’ala riformista. Ottima conoscenza della città e dei suoi problemi, a partire dalla scuola, prima come insegnante poi come assessora, ma anche patrimonio di una rete di relazioni e connessioni per niente scontate, venendo da una famiglia dove il padre è stato a suo tempo senatore della Democrazia Cristiana.
Per Benedetta Squittieri, un po’ l’enfant prodige prima dei Ds anni fa e poi del Pd, le carte magiche ci sarebbero tutte; forse un po’ meno per il fatto che il suo nome sia stato speso troppe volte e, in malo modo, nelle recenti consultazioni delle elezioni politiche del 2022. Resta, comunque, in lizza, come fanno sapere non pochi esponenti del Pd pratese, per la sua competenza, le sue relazioni con in mondo industriale e imprenditoriale, la conoscenza del territorio come un’affidabile bussola politica.
Non di meno, corre il nome “evergreen” della consigliera regionale Ilaria Bugetti, che nel 2020, con oltre undicimila preferenze solo nel pratese, fu una delle esponenti dei Dem più votate in Toscana. Per molti osservatori della politica cittadina, una discesa della consigliera Bugetti sarebbe un ostacolo non indifferente per il centrodestra. Su di lei, le quotazioni restano sempre molto alte.
E mentre le due coalizioni, centrodestra e centrosinistra, si muovono ormai con le armi della tattica, l’avvocato Massimo Taiti, penalista molto noto in città, sbaraglia le carte. È appena di due giorni fa la notizia della sua candidatura a sindaco con la lista civica “Taiti”, dopo esperienze politiche come presidente, anni fa, della circoscrizione centro e di consigliere comunale con l’allora “Nuovo Psi”. Arrivare a superare il 3 % dei consensi e ottenere lo scranno di consigliere comunale, è un percorso fattibile per Taiti. Personaggio di estroversa dinamicità e che ha ricoperto ruoli significativi nel Coni provinciale e nella Federazione gioco calcio, Massimo Taiti non ha remore ad andare dritto per quello che dice «deve essere un programma per la laicità, i diritti e il bene comune della città».
«Ma soprattutto in questo momento – dice l’avvocato penalista – serve per smuovere le acque e un clima sonnolento. Questa città ha bisogno di ben altro».
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