Il Tirreno

Prato

A Narnali

Torna a casa il pensionato accusato di tentato omicidio

Pasquale Petrella

	Pasquale Gilio quando fu arrestato dai carabinieri
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Pasquale Gilio quando fu arrestato dai carabinieri

La preoccupazione del vicino che ha rischiato di essere ucciso a colpi di pistola insieme alla moglie in via del Sabotino

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PRATO. Pasquale Gilio, il settantenne che il 25 agosto scorso avrebbe cercato di uccidere i vicini di casa con una pistola, non riuscendoci solo perché  l’arma si sarebbe inceppata e poi sarebbe stato bloccato dal vicino, è tornato a casa, ovvero nell’appartamento al piano superiore dei coniugi che hanno rischiato di essere uccisi.

Vito Cercone è allarmato, preoccupato e non se ne fa una ragione. «Come hanno avuto il coraggio di rimandarlo qui? Allora vogliono davvero che ci scappi il morto. Io voglio sapere chi lo ha liberato. Ho telefonato al mio avvocato e anche lui non ne sapeva niente», dice.  

I rapporti fra Vito Cercone, la moglie Loredana Caccavella e il vicino di casa, Pasquale Gilio si sono incrinati fin da subito, ovvero da quando nel settembre del 2022 la coppia ha acquistato l’appartamento al piano inferiore dello stabile in via del Sabotino a Narnali. Le discussioni nascevano per l’uso del resede tergale, che sarebbe diviso a metà ma che Gilio, sembra ne rivendicasse l’intera proprietà, e per l’uso del percorso pedonale per raggiungere il resede dalla via del Sabotino che, anche in questo caso, Gilio ne pretendeva l’uso esclusivo tanto da aver messo anche una catena per chiuderne il passaggio.

Un clima di tensione che è esploso il 25 agosto scorso quando Vito Cercone ha iniziato dei lavori nel resede tergale per permettere alla suocera di passare con la sedia a rotelle. Questo ha innervosito Gilio che durante la discussione, in cui è intervenuta anche la signora Loredana Caccavella, ha estratto un revolver e l’ha puntato verso l’addome della donna premendo il grilletto, secondo il racconto di Cercone, e non riuscendo a sparare solo perché la pistola si sarebbe inceppata. Un salto e Cercone riuscì a bloccare la mano con l’arma al pensionato, impedendogli di sparare infilando il mignolo dietro il grilletto e tenendolo così, nonostante i graffi ed i morsi, fino all’arrivo dei carabinieri.

«Lo hanno rimandato qui senza dirci niente e senza nessuna protezione per noi. Vogliono che ci scappi davvero il morto» dice su tutte le furie Vito Cercone.

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di Redazione web