Proteste
Prato, il commovente omaggio a Francesco Nuti nel Corteggio Storico
Uno spettacolo di acqua, fuoco e musica nel tradizionale evento giunto alla 56esima edizione
PRATO. C’erano anche i pistoiesi all’edizione numero 56 del Corteggio Storico – venerdì 8 settembre -, la processione laica che tradizionalmente si ripete sempre un po’ uguale a se stessa. Ma stavolta ha offerto almeno un paio di novità. I pistoiesi appunto, che un tempo per ragioni di campanile venivano fischiati sonoramente e alla fine avevano smesso di venire. Come i lucchesi, del resto. Certo, li hanno piazzati in fondo, dietro ai gonfaloni dei comuni di Panni e di Latronico, dietro ai giocatori della Palla Grossa, e sono passati quasi inosservati, ma comunque c’erano. Non hanno mandato il gonfalone del Comune, solo quello della Compagnia dell’Orso, però nessuno ha fischiato.
L’altra novità, questa sotto i riflettori, è stato l’omaggio a Francesco Nuti, recentemente scomparso. Al posto dei fuochi d’artificio Fonderia Cultart ha scelto di organizzare, dopo l’Ostensione della Sacra Cintola, uno spettacolo di giochi d’acqua, di fuoco e di luce. Nel pulviscolo dell’acqua spruzzata da una grande fontana sul sagrato del Duomo sono state proiettate alcune immagini di Francesco, mentre una ballerina agganciata a una mongolfiera che rappresentava la luna volteggiava tra l’orologio e il pulpito di Donatello. È stato il momento più scenografico della serata, che era iniziata alle 20 da piazza del Comune con la passerella delle autorità, il sindaco Matteo Biffoni, il sottosegretario Giorgio Silli che il centrodestra vorrebbe insediare sulla poltrona di Biffoni a giugno nonostante le smentite del diretto interessato, il presidente della Regione Eugenio Giani e a scendere tutti gli altri nel solito gioco di chi sta davanti e chi sta dietro.
È stato l’ultimo corteggio del sindaco, che in occasione della tradizionale offerta dei Ceri alla Cappella della Cintola ha voluto lasciare un messaggio.
«Questa comunità è forte e generosa – ha detto – perché ha attraversato momenti di fatica dai quali ha saputo uscire rimboccandosi le maniche, lavorando molto. Non è tutto risolto – ha aggiunto Biffoni – Le difficoltà sono tante e anche il vescovo lo sa, conoscendo bene chi sul territorio quotidianamente ascolta le paure e le ansie delle famiglie, delle persone che come a noi si rivolgono anche alle parrocchie per avere un sostegno. La città di Prato ha sempre teso la mano, al massimo delle proprie possibilità, verso chi aveva bisogno, per far sì che nessuno si senta solo o estraneo. Abbiamo sempre lavorato perché nessuno resti indietro, e questa impostazione spero e mi auguro sia portata avanti con il lavoro dei prossimi anni, questo deve essere lo spirito con cui istituzioni così importanti come il Comune e la Diocesi, lavorano, collaborano, si confrontano e provano a tendere quella mano che la comunità si aspetta».
«Siamo fallibili, siamo umani – ha concluso il sindaco – non tutto facciamo perfettamente e non ovunque riusciamo ad arrivare in tempo e bene. Ma quello che non è mai mancato è l'attenzione, la passione, la voglia di fare, tutto l'impegno che ci abbiamo sempre messo. Non lo abbiamo fatto per noi ma per la comunità che serviamo, perché questa straordinaria città ha dato tanto al nostro Paese, ha dato opportunità a tante persone arrivate da tante parte d'Italia e del mondo ed è giusto che trovi servitori della comunità che mettano impegno, uno sforzo collettivo rivolto all'attenzione e all'amore per Prato. Questa tradizione che si rinnova servono a dirci che abbiamo radici profonde che vengono da lontano, ma che ogni anno, ogni momento di questa festa così importante sancisce questa collaborazione continua nell'interesse esclusivo della nostra meravigliosa città».
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