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Prato, la ripartenza del tessile è lenta: «Ma attenzione a non svendere il prodotto»
Molte aziende alle prese col calo degli ordini riaprono in questi giorni. L’invito di Marini: «Non dobbiamo svalutarci, meglio offrire servizi»
PRATO. Si sono riposati telai e filatoi, hanno staccato la spina i lavoratori.
Quasi tutti i cancelli delle tintorie e rifinizioni si sono spalancati l’ultimo lunedì di agosto ma ci sono aziende che se la prendono con più calma come lanifici e produttori tessili di arredamento.
Nessuna fretta: non piovono ordini come fu dopo l’estate 2022. «Non avrei riaperto se non avessi avuto due clienti del Nord che ci hanno mandato ordini – fa sapere Ivo Vignali della rifinizione Vignali e della tintoria Mavi, storico rappresentante del comparto nobilitazione – Si profila una ripartenza lenta: lavoro principalmente con chi produce tessuto per l’arredamento e molti di questi a Prato riapriranno lunedì».
Diversi lanifici hanno deciso di prolungare le ferie fino a domenica 3 settembre: sembra un ricordo il boom degli ordini dell’estate 2022, in un’annata “drogata” dalla frenesia post-Covid.
Anche la Marini Industrie riprenderà a ritmo pieno lunedì. In generale, incertezza e paura regnano alla vigilia della ripartenza.
Quella che fotografa Francesco Marini è una situazione a macchia di leopardo con un rallentamento dei mercati che rende difficile ogni pronostico.
Dipende anche dal tipo di produzione perché per il cardato trend il calo è fisiologico nel periodo autunnale mentre l’estivo viaggia abbastanza bene.
«Agli inizi del 2023 avevamo previsioni più negative che sono migliorate per poi assistere a un calo di produzione. Serpeggia molta paura per i primi dati sulla contrazione degli acquisti che si rifletterà inevitabilmente sugli ordini, tenendo conto che produciamo tessuti che vedremo nei negozi fra sei-otto mesi. Pesano naturalmente l’inflazione e la diminuzione del potere d’acquisto delle persone».
«Si salva la fascia alta del mercato ma – s’interroga Marini – questo basta per Prato? In questo momento è il prodotto di fascia media a soffrire di più».
Di qui l’invito a fare quadrato per difendere la bandiera del tessile pratese e mantenere invariati i listini dopo che questi hanno avuto un aumento del 30 per cento a causa della crisi energetica.
Sullo sfondo, la concorrenza di paesi dove produrre costa meno come Turchia e Portogallo.
«Si fa fatica a far digerire prezzi più alti ai nostri clienti ma stiamo attenti a non svalutarci: bisogna mantenere quel valore aggiunto che ora serve al distretto e a tutta la nostra filiera. Meglio aumentare l’offerta di servizi».
Se il comparto tessuti è in affanno, quello dei filati moderatamente sorride.
Per Raffaella Pinori, il ritorno al lavoro si accompagna a uno scenario incerto, caratterizzato da un mercato schizofrenico.
Oggi il lavoro c’è, domani chissà. Non va male nella sua azienda, alle prese con la produzione dei filati estivi e la campionatura delle nuove collezioni invernali: dopo la pausa ferie ha subito riattivato il lavoro su turni notturni a dimostrazione di un cauto ottimismo.
«Serve cautela in questa fase: l’aumento dei tassi dei mutui e prestiti scoraggia nuovi investimenti per le aziende».
C’è chi, durante lo stop d’agosto, ne ha approfittato per rifare l’insegna dell’azienda sostituendola con un… murales. Ecco Fabio Giusti, uno dei soci della tintoria Trafi che ha preso vernice e colori per dare un tocco di vivacità al capannone di Montemurlo.
«Abbiamo riaperto una settimana fa e viaggiamo abbastanza bene nella misura in cui non si possono fare paragoni con settembre 2022. Lavoriamo con una fascia di clienti ben selezionata con progetti personalizzati grazie alle nostre macchine esclusive».
Ma la fascia alta basterà per salvare Prato? Un interrogativo che si pone Vignali, con la “saggezza” di chi ha dalla sua anni di esperienza e conoscenza del distretto.
L’industriale usa una metafora. «Non so se il nostro tessile possa vivere solo di prodotti di alto livello. Le nostre aziende hanno bisogno del pane come del companatico: la "roba alta" deve essere accompagnata a quella che fa girare le macchine».
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