Gioco
Pistoia, ex calciatore e allenatore muore per una malattia fulminante
Finanziere in congedo, dopo l’esperienza al Casale Fattoria Stefano Bacci era tornato dai suoi ragazzi del Margine Coperta: aveva 64 anni
PRATO. Una decina di giorni fa era tranquillamente in ritiro con ragazzi che allenava, gli Under 17 del Margine Coperta quando ha accusato dei forti dolori. La corsa all’ospedale San Jacopo, il ricovero, gli esiti drammatici degli esami. Nessuna possibilità di cura per quel male che ormai si era diffuso in lui. Stefano Bacci, finanziere in congedo, ex calciatore e allenatore di calcio, è spirato ieri mattina. Prima di arrivare al Margine Coperta aveva allenato il Casale avrebbe compiuto 65 anni il 5 ottobre.
«Non riesco a crederci – dice Marco Nerozzi, pure lui allenatore di calcio ed ex calciatore – Una settimana fa era venuto a trovarmi in negozio e stava bene! Sono sconvolto, mi stringe il cuore. Ci siamo conosciuti tanti anni fa a Margine Coperta e posso dire che è diventato allenatore con me. Siamo rimasti insieme tanto tempo. Con grandi soddisfazioni umane e sportive. «È un ragazzo che ha voglia di fare” mi disse il direttore Bongiorni presentandomelo. E l’allievo è diventato poi più bravo del maestro. Sapeva stare con i ragazzi in maniera umana per aiutarli nella crescita. Una figura che si sta perdendo. Il calcio giovanile piange una grande persona».Come accennato, Stefano Bacci, brigadiere capo, ha avito anche un’importante carriera nella guardia di finanza: 33 anni, gli ultimi 19 anni dei quali in forza alla sezione di polizia giudiziaria della procura della Repubblica, fino a dirigerla. Era entrato nelle Fiamme gialle nel 1978, prima a Venezia, poi, dal 1986, al nucleo di Pistoia, per poi approdare alla sezione di pg in via 27 Aprile. Nel 1989 ricevette un encomio per il recupero di 945 reperti di enorme valore archeologico, nel 1993 un altro per un’operazione contro l’evasione fiscale. Nel 2012, il congedo.
Da lì, solo calcio, la sua grande passione, che ha trasmesso al figlio Mattia, pure lui calciatore nel Margine Coperta, nel Viareggio e nella Primavera della Fiorentina.«Il babbo ha avuto da sempre la passione per il calcio – ricorda Mattia – Iniziò a giocare nei college in Australia, dove si era trasferito all’età di tre anni con la famiglia. Tornando in Italia a12 anni, giocò un anno nelle giovanili della Pistoiese, poi passò alla Fiorentina, fino ad arrivare alla Primavera, giocando con Antonio Di Gennaro, Giovanni Galli e altri giovani della classe 1958». Poi un grave infortunio e l’ingresso nella Finanza. «Gli abbiamo più volte proposto di cimentarsi nella rappresentativa – rivela Stefano Riccomi, consigliere regionale della Figc – ma voleva allenare tutto l’anno i suoi ragazzi e declinava sempre le offerte».«Ho giocato con lui quando era a fine carriera – ricorda Daniele Pagliai – poi divenne allenatore. Ci siamo tolti enormi soddisfazioni sportive con la squadra dei “Boys” di Casalguidi. Quel gruppo è restato molto unito per trent’anni. Eravamo a cena tutti insieme il 27 luglio a Cantagrillo. Stefano sedeva davanti a me. Era un fratello maggiore, un punto di riferimento che mi è stato vicino nelle disgrazie insieme alla moglie Marinella. A luglio era il ritratto della salute. Un metro e novanta per 90 chili, abbronzato, 12 chilometri al giorno di corsa. Non vedeva l’ora di andare in ritiro».
Prima di rientrare quest’anno al Margine, Stefano Bacci ha allenato il Casale Fattoria di Prato, lasciando pure lì un bellissimo ricordo di sé.
La camera ardente sarà aperta dalla tarda mattinata di oggi alla Misericordia di Pistoia, in via del CanBianco. Il funerale sarà celebrato lunedì alle 15 nella chiesa di Casalguidi.
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