Italia
Prato, Iannelli chiede discontinuità con la giunta
Massimo Iannelli non fa nomi ma tratteggia un ritratto preciso del candidato sindaco «Ci vuole un cambio di passo ma anche esperienza politica. E una persona che tenda al centro»
FIRENZE. «Il momento storico ci impone di guardare ad una nuova figura come candidato sindaco, che non venga dalla rosa dei nomi della passata legislatura. Ma abbiamo bisogno anche di una persona che porti con sé esperienza politica». Non fa nomi, non li vuole fare ancora Massimo Iannelli, 57 anni, ingegnere civile e segretario del circolo Pd Primo maggio, zona ex Pratilia.
«A settembre faremo l’assemblea di circolo per parlare di questo. Il nome del candidato deve venire fuori comunque da un’ampia discussione. Da parte mia, sono certo comunque che ci debba essere un momento di rottura con la legislatura che stiamo vivendo. Questo non significa che ci siano punti critici da mettere sotto la lente di osservazione in modo radicale, ma ci vuole un cambio di passo. È proprio il momento storico che lo impone, se il centrosinistra vuole rimanere alla guida di Prato», spiega Iannelli. Una ventina di iscritti al Primo Maggio, pochi si direbbe, ma è comunque l’unica realtà politica organizzata in questo quadrato della città che un tempo, decenni fa, simboleggiava la modernità della nuova Prato. «Cambiano i tempi, le modalità, l’appeal del candidato sindaco. Cambiano anche le prospettive – dice ancora Massimo Iannelli – e sicuramente oggi c’è la necessità di aggregare tutto il centrosinistra attorno a un programma di legislatura che veda candidato sindaco una persona capace, senza limiti di età anagrafica o altre cose, ma con esperienza politica e intraprendenza. Decisione e motivazione direi, perché la sfida è cruciale e niente è scontato ora come ora», dice ancora il segretario del circolo Pd.
La base dei militanti si muove, inizia a discutere e confrontarsi fuori dall’ufficialità delle riunioni e delle assemblee. È un fine agosto che prelude a un confronto senza eccessivi orpelli e che vuole andare dritto ai temi più cocenti.
«Il candidato non può essere calato dall’alto, non può esserlo per l’ennesima volta – precisa Iannelli – né deve avere caratteristiche di parte marcate. Incontrare tutti i mondi della città, con una figura stabile e se vogliamo anche moderata, ma che comunque rompa in qualche modo con la continuità della giunta Biffoni, senza togliere meriti o enunciare demeriti – puntualizza Iannelli – di certo la città necessita di un vero cambio di marcia e di una visione pragmatica. È ovvio che negli ultimi dieci anni si è pensato alla città del futuro con progetti più o meno perseguibili, alcuni dei quali forse eccessivamente onirici per un paese come l’Italia, dove non primeggiamo per celerità esecutiva».
Senza dirlo in modo diretto, Iannelli va sul tema del sottopasso del Soccorso e sull’odissea, dal 2014, di un progetto che dopo 9 anni deve ancora partire e dove la Via (Valutazione di impatto ambientale, ndr) ha impiegato due anni per avere parere favorevole da parte del Ministero. Il mondo dei Dem è critico. Fa analisi e autoanalisi, cerca di ridisegnare prospettive politiche, prassi e consuetudini della città. Non lo dice, ma neppure smentisce Iannelli; Prato cerca stabilità e consistenza, magari più con una figura prossima al centro politico piuttosto che alla sinistra vera e propria. Massimo Iannelli ammette che il nome in testa lo ha, ma ancora non lo vuole dire. Inevitabile pensare a Stefano Ciuoffo anche se lui non si lascia andare. «Sarebbe sciocco farlo adesso. Prima si passi dagli organismi di partito con un confronto sincero e onesto, poi si arrivi al candidato sindaco. La posta in palio oggi è alta, sicuramente, e Prato è la seconda città della Toscana e un centro di forte vitalità economica e imprenditoriale. Serve un programma deciso e pragmatico senza voli pindarici».
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