Sicurezza
Migranti, Biffoni furioso col Viminale: «Nessuno tocchi Prato. Ministro, venga»
Sull’accoglienza dei minori non accompagnati il sindaco accusa Piantedosi: «Se il titolare dell’interno vuole vedere con i suoi occhi gli spieghiamo perché il sistema non funziona»
PRATO. «Nessuno tocchi la nostra città. Soprattutto quando non ha la più pallida idea di cosa sia Prato, di come la gestiamo ed è fatta». È un Matteo “furioso” il sindaco Biffoni che anche nei pochi giorni di ferie con la famiglia alza la voce e rimanda al mittente le critiche partite dal Viminale, il ministero degli Interni, secondo le quali la Toscana e Prato dovrebbero fare di più per accogliere i migranti e i minori che sbarcano sulle cose italiane non accompagnati. Al centro della bagarre fra il ministero, retto da Matteo Piantedosi, e il sindaco di Prato, nonché presidente Anci per la Toscana e delegato nazionale Anci sulle questioni dell’immigrazione, c’è il “casus belli” dell’allarme lanciato dal primo cittadino sullo stato d’emergenza dichiarato dal governo a proposito all’accoglienza di migranti irregolari, in particolare di minori non accompagnati. Un ping pong di accuse e controaccuse che sta infuocando le già caldissime giornate di fine agosto. Per il sindaco di Prato, poche, ma fendenti, le parole di due giorni fa: «Siamo nella più grande emergenza mai vissuta e siamo sull’orlo del tracollo – ha dichiarato il sindaco in qualità di delegato nazionale Anci sull’immigrazione – e c’è un perverso meccanismo politico. Questo è il governo del “niente sbarchi” ma fuori dalla propaganda elettorale, perché loro hanno promesso questo, e adesso sono in difficoltà». La controaccusa del Viminale è arrivata nella serata di domenica: «I dati dimostrano che Regioni come la Toscana gestiscono un numero di sbarchi e di minori non accompagnati molto più basso rispetto ad altri territori. E poi proprio Biffoni, prodigo a parole di auspici di una migliore accoglienza dei minori, nei fatti non avrebbe certo favorito l’apertura di nuove strutture per minori non accompagnati nella sua città, a Prato. Eppure queste strutture avrebbero fatto molto comodo per gestire la situazione garantendo migliori condizioni ai migranti». Parole che stanno scatenando ira funeste. Biffoni, in un batter d’occhio, lascia mentalmente le vacanze e il riposo. È infuriato. «Non ho problemi a rispondere a nessuno, dei miei o di chiunque altro. Chi tocca Prato deve sapere quello che dice oppure io reagisco. Non accetto lezioni da nessuno. Dialogo, ascolto, mi confronto, ma quando sento sciocchezze io zitto non ci sto perché Prato merita rispetto e conoscenza del lavoro che è stato fatto sul fronte dei migranti da questa amministrazione e anche dalla precedente del centrodestra. Non accetto lezioni, né parole a vanvera», dice Biffoni che continua a ripetere di essere molto preoccupato per la situazione e per la ricerca di posti per i migranti. Il sindaco è un fiume in piena. «Ma stiamo scherzando? Se non facevamo l’attività di accoglienza che abbiamo fatto in questi anni eravamo già saltati per aria – va giù duro – Poi ci sono inesattezze assolute nelle parole del Viminale e se il ministro vuole, viene qui gli raccontiamo come funziona l’accoglienza e gli diciamo quello che si fa. L’inesattezza detta sulla Legge “Zampa” è quella più eclatante. È una legge dello Stato, promulgata dal Parlamento, e che dobbiamo rispettare. Le leggi si rispettano oppure si cambiano. E riaffermo che noi come sindaci non siamo più in grado di rispettare la legge “Zampa” data la situazione, soprattutto per i minori irregolari non accompagnati. Quale sarebbe poi l’accusa, delle Regioni che non hanno firmato l’accordo con il governo sui migranti? In Lombardia e in Veneto mi sembra che ci sia il caos totale, eppure sono regioni che hanno firmato l’accordo con il governo Meloni».
«Prato ha sempre avuto un’accoglienza buona e molta alta – insiste Biffoni – ma adesso non ci sono più le condizioni. Come devo dirlo? Ho semplicemente detto che non siamo più in grado di rispettare la legge vigente, né più né meno. Per il prossimo minore non accompagnato che arriverà, non siamo più in grado di osservare la normativa a meno che non venga modificata. Metto le mani avanti e l’ho detto. Le condizioni di accoglienza di un migrante minore non accompagnato non le ho certo decise io, ma il Parlamento italiano. Adesso non possiamo più applicare la Legge Zampa, perché non abbiamo più nessuno in grado di accogliere i migranti. L’ultimo bando emesso dalla Prefettura è andato completamente deserto. Sono stati abbassati i compensi, le rette, e addirittura ci sono consorzi e cooperative che attendono da oltre un anno di essere pagate per il lavoro già svolto anni fa. Quindi non voglio sentire sciocchezze. Ripeto: è inutile che il Viminale mi spieghi come funziona il meccanismo dell’accoglienza. Venga qui il ministro dell’Interno. Sarei felicissimo e gli facciamo vedere quale è la situazione reale». l
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