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Prato, mancano 9 medici di famiglia. Benelli: «L’unione fa la forza»

La Casa della salute di via Fra’ Bartolomeo
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La Casa della salute di via Fra’ Bartolomeo

Il segretario della Fimmg: «Il futuro è la medicina di gruppo»

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PRATO. Sono nove le “zone carenti” individuate dalla Regione per quanto riguarda i medici di famiglia a Prato e provincia. In altre parole, per avere un’assistenza ottimale mancherebbero 9 medici di famiglia. Lo si ricava da un recente avviso della Direzione sanità, welfare e coesione sociale che conferma quanto era già emerso nelle scorse settimane.

In realtà, secondo Alessandro Benelli, segretario provinciale della Federazione medici di medicina generale, la situazione non è drammatica. «Stavamo certamente peggio qualche anno fa» dice Benelli. Insomma, non c’è un’emergenza, anche perché la mancanza di medici è stata in parte compensata dalla possibilità di aumentare il “massimale” di assistiti, da 1.500 a 1.800, che ha comportato una redistribuzione dei pazienti verso i medici che non raggiungevano il vecchio massimale e verso chi ha deciso di aumentarlo. Non molti, a dire la verità, una quarantina su 175 fino a qualche settimana fa, ma qualcuno ci sta ripensando.

«Qualcuno non aveva capito bene meccanismo – spiega Benelli – Ora non esiste più la differenza tra libretti a scadenza e a tempo indeterminato e così qualcuno che magari era arrivato a 1.650 assistiti e pensava di poterne prendere altri non lo potrà fare». I libretti a scadenza, in genere, sono quelli degli stranieri, con una piccola parte di persone che per motivi di lavoro si appoggiano a un medico che non esercita nel comune di residenza.

«Per questo qualcuno, oltre a quelli che l’avevano già fatto, sta chiedendo l’estensione a 1.800 assistiti e forse questa possibilità verrà riaperta» dice ancora Benelli.

Quanto alle cosiddette “zone carenti”, delle 9 complessive in provincia di Prato, quattro riguardano il capoluogo e cinque il resto della provincia, due a Montemurlo e una a testa a Cantagallo-Vernio, Carmignano e Poggio a Caiano. È nei comuni periferici che di solito nascono problemi per la carenza di medici, ma anche su questo Alessandro Benelli è ottimista. «La Valbisenzio non vive una situazione difficile come quella della Montagna Pistoiese – assicura il segretario dei medici di famiglia – A Vernio esiste già una Casa della salute che serve anche Cantagallo e mi risulta che anche Vaiano vada in quella direzione». Le Case della salute, come quella dove lavora lo stesso Benelli a Prato in via Fra’ Bartolomeo, sono aggregazioni di medici che hanno il vantaggio di poter fornire assistenza anche se il medico titolare è assente per ferie o malattia.

«Bisogna incrementare le medicine di gruppo – sostiene Benlli – Anche la guardia medica dovrà andare in questa direzione. Tra poco nascerà la Casa della salute di San Paolo e in Regione si comincia a parlare di assistenza nella fascia 20-24. Poi quando ci saranno le Case di comunità sarà un’assistenza ancora più capillare. Ma la cosa più importante è che in queste strutture sia sempre presente la medicina generale. Da quella non si può prescindere».
 

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di Redazione web