Il dolore
Migranti, boom di arrivi di minori a Prato
È emergenza sbarchi: sistemate 400 persone nelle strutture della provincia
PRATO. Sedici, diciassette anni al massimo. L’ultimo è stato trovato ieri per strada, segnalato dalle forze dell’ordine al Comune che se ne farà carico. Occhi smarriti, quelli di chi si lascia alle spalle un lungo viaggio della speranza prima per mare e poi per terra, sbarcato sulle coste e poi indirizzato verso Prato.
Un ragazzino pachistano è fra i cinque minori non accompagnati giunti ieri in città e presi in carico dai servizi sociali: con lui, coetanei provenienti dalla Nuova Guinea, Tunisia, Mali, Camerun. Sono giornate di intenso lavoro per l’assessorato al Sociale guidato dal vicesindaco Simone Faggi.
E con il dato di ieri, sale a 15 il numero dei minori non accompagnati presenti sul territorio comunale, tutti arrivi registrati nelle ultime due settimane e frutto dell’emergenza sbarchi. «Abbiamo sempre accolto minori non accompagnati a Prato, inseriti in strutture protette: ne avevamo già 38 e il loro inserimento è sempre stato regolato dai decreti flussi. La novità è che ora arrivano con gli sbarchi sulle nostre coste, com’è successo negli ultimi 15 giorni. Siamo andando verso la saturazione della nostra capacità di accoglienza nella misura in cui vogliamo garantire un sistema di accoglienza che risponda a livelli di qualità secondo gli standard della legge regionale e su cui non si può abbassare l’asticella. Oltretutto, l’accoglienza di minori pone un’attenzione maggiore», commenta il vicesindaco.
I Comuni, infatti, sono chiamati a rispondere nei confronti di minori presenti sul proprio territorio senza riferimenti parentali: quello che si registra a Prato è un flusso continuo che, a questi ritmi (ieri eravamo a quota 53 minori accompagnati), metterebbe a dura prova anche la migliore rete di accoglienza.
E a proposito di sbarchi, sono in costante aumento gli arrivi di migranti: attualmente si viaggia nell’ordine di oltre 400 persone sistemate nelle varie strutture dei Cas prefettizi sparsi fra la città e la provincia. Inevitabile l’affondo di Faggi al governo Meloni. «Non è cambiato nulla in termini di numeri e di questo passo arriveremo alle cifre del 2017, quando si arrivò al picco degli sbarchi mentre rispetto a quel periodo vediamo più minori non accompagnati. Mi trovo ancora una volta a denunciare la totale mancanza di collaborazione fra enti locali e uffici centrali che scaricano tutto sui territori».
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