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Prato, arriva il centro estivo inclusivo per bambini con bisogni speciali

di Maria Lardara
Prato, arriva il centro estivo inclusivo per bambini con bisogni speciali

Il Coiano Summer Camp dà la possibilità di condividere il gioco con i coetanei. È uno spazio frequentato settimanalmente da oltre 100 bambini dai 4 a 14 anni

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FIRENZE. «Io vado, ci vediamo dopo». Zainetto in spalla e dritto verso il campo da rugby. Andrea saluta i genitori e corre verso gli educatori. Prima però si ferma a parlare di Pokémon e delle analisi del sangue fatte da poco, motivo per cui è entrato in ritardo. Per essere un bambino che non va ancora alla primaria, il vocabolario è molto elaborato. Andrea ha la sindrome di Asperger e il suo è un nome di fantasia. Ma il centro estivo inclusivo che frequenta, il primo a Prato organizzato dalla Fondazione Modi di Dire all’interno del Coiano Summer Camp, è realtà. Una realtà che dà la possibilità ai bambini con bisogni speciali di condividere un’esperienza di gioco e sport con i loro coetanei creando relazioni anche con gli altri iscritti al Coiano Summer Camp, senza nessun tipo di discriminazione ma in un arricchimento reciproco. Inclusivo significa questo: pensare ad attività che possano coinvolgere tutti i più piccoli, quelli con o senza bisogni speciali. Qui giocano e corrono quei bambini che in classe hanno il docente di sostegno e che qui trovano una guida in Antonio Pagni Fedi, psicologo della Fondazione Modi di Dire, e in un’équipe specializzata di educatrici come Naira Ricci. C’è chi ha disturbi dello spettro autistico, chi si porta dietro dalla nascita patologie genetiche o paralisi celebrali che causano ritardi cognitivi o difficoltà di linguaggio. «Quando si parla di disabilità ci si focalizza sul ruolo della riabilitazione e sull’aspetto terapeutico tralasciando spesso l’importanza del gioco e del divertimento», sottolinea lo psicologo Pagni Fedi.

Si è creata così una bella sinergia a quattro fra la Fondazione Modi di Dire, il Gispi Rugby e Atletica Prato, organizzatori del Coiano Summer Camp che accoglie settimanalmente oltre 100 bambini, la parrocchia di Coiano proprietaria dei terreni dove si svolge il campus. «Facciamo un programma settimanale alternando le attività sportive in campo previste nella mattinata con giochi e laboratori nel pomeriggio quando è più caldo – spiega il direttore sportivo del Gispi Edoardo Lanzini – Non c’è una differenziazione stretta di attività fra i vari gruppi anche se, nel caso del gruppo di bambini con bisogni speciali, i tempi sono diversi e con loro ad esempio si fa gioco rugby, il rugby touch senza contatto». Quando sport e inclusione vanno a braccetto. I bambini del centro estivo vengono preparati alle varie attività da svolgere con i simboli della Caa (comunicazione aumentativa alternativa) che per prima è stata adottata a Prato proprio dall’onlus Modi di Dire presieduta da Evaristo Ricci: fra quelle più gettonate, giochi di acqua, baby dance, laboratori creativi e biliardino. «Il modello del centro estivo – dicono Pagni Fedi e Lanzini – potrebbe fare da apripista per altre esperienze». Le attività al Coiano Summer Camp sono suddivise per fascia d’età: la bambina più piccola ha quattro anni, il ragazzino più grande ne ha 14. Da questa esperienza ne escono più arricchiti tutti anche perché, ricorda Pagni Fedi, «ogni bambino ha in classe un compagno con bisogni speciali con cui provare a giocare insieme». Il campus si avvia alla sesta settimana e domani, alla 20, si festeggerà la chiusura nella ClubHouse degli impianti sportivi del Gispi con una cena di beneficenza a 25 euro (prenotazioni a info@modididire. org) .


 

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