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Violenza

Prato, sprangato un delegato sindacale: sciopero e protesta del Si Cobas

di Pasquale Petrella
Prato, sprangato un delegato sindacale: sciopero e protesta del Si Cobas

È accaduto a un operaio della ditta Acca di Seano, altro episodio a maggio

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PRATO. «Chi tocca uno, tocca tutti». Questo il primo slogan urlato davanti alla Prefettura di Prato ieri mattina dal gruppo di operai dell’azienda Acca srl di Seano che sono scesi in sciopero dopo aver saputo che l’altra notte due sconosciuti hanno atteso sotto casa Ijaz, delegato sindacale del Si Cobas nella stessa azienda, e lo hanno sprangato. Per il Si Cobas, l’aggressione sarebbe direttamente collegata all’attività sindacale che l’uomo svolge all’interno della stessa azienda.

«Appena saputo abbiamo immediatamente indetto lo sciopero – dice Luca Toscano, del Si Cobas – Siamo venuti a raccontare quanto accaduto in Prefettura e siamo stati ricevuti dal capo gabinetto, affinché nessuno domani possa dire di non sapere o di non aver saputo. Abbiamo fatto una serie di richieste che riguardano ovviamente le garanzie sulla sicurezza personale dei delegati sindacali. Questi operai ci stanno mettendo la faccia e con la loro protesta stanno ottenendo il riconoscimento di diritti importanti. Cosa che nessuno a livello istituzionale ha fatto finora».

L’azienda Acca srl dove è stato indetto lo sciopero ieri mattina è un’azienda di trasporto di abbigliamento a conduzione cinese dove solo due mesi fa «una serie di scioperi aveva portato a un accordo per la regolarizzazione di più di venti lavoratori – si legge nel comunicato del Si Cobas – Prima della sindacalizzazione vigeva il sistema dei turni di 12 ore, lavoro nero e finti contratti part-time».

«L'aggressione arriva dopo numerose minacce ed episodi di violenza contro gli iscritti al sindacato in azienda – continua il Si Cobas – A maggio ad essere aggredito sotto casa da sconosciuti al ritorno dal lavoro era già stato Khalil, altro delegato Si Cobas della stessa Acca srl. Siamo di fronte a un escalation di violenza che va fermata.

Oggi (ieri ndr) i lavoratori sono in sciopero e manifestano sotto la Prefettura. Da tempo denunciamo in azienda la presenza di caporalato. Le istituzioni non possono rimanere ferme davanti alla violenza e all'intimidazione di tipo mafioso contro chi rivendica rispetto dei contratti e dei diritti nel far west del distretto tessile pratese».

Una ventina gli operai presenti, quasi tutti di nazionalità pachistana e pochi altri africani. Quelli che nel tempo sono andati a sostituire gli stessi orientali che ormai non si prestavano più agli orari e alle paghe che imponevano i loro stessi connazionali. Oggi però, molte aziende a conduzione cinese hanno alle proprie dipendenze decine e decine di operai e l’opera del Si Cobas sembra stia facendo breccia in questa comunità per chiedere il rispetto dei contratti nazionali di lavoro. Una richiesta che porta alla legalità non solo verso quei dipendenti sfruttati bensì anche sul mercato della concorrenza dove lo stesso prodotto o lo stesso servizio fornito da aziende in regola non potrà mai essere competitivo con quelli che hanno operai che lavorano dodici ore ma sono assicurati per 2 o 4 ore, e riscuotono per le ore fuori dal contratto pochi euro.

L’aggressione è stata denunciata anche alla Procura che ha aperto un fascicolo e avviato le indagini.


 

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