Il Tirreno

Prato

Scuola

Prato, quasi cinquecento le cattedre scoperte. È caccia ai docenti per il 15 settembre

di Maria Lardara
La scuola Don Bosco
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La scuola Don Bosco

Negli istituti superiori mancano 175 prof

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PRATO.  Alcuni sono andati in pensione, altri hanno ottenuto l’agognato trasferimento a casa (soprattutto al Sud).

Riparte la caccia ai docenti da assumere entro il 15 settembre, giorno della prima campanella per l’anno scolastico 2023/2024. E puntuale come un orologio, va in scena il balletto delle cattedre scoperte. In attesa di sapere quanti posti autorizzerà il Ministero per le immissioni in ruolo nella nostra Provincia, ciò che si sa con certezza è la disponibilità dei posti liberi dopo i trasferimenti: a Prato si contano 495 cattedre scoperte dalla materna alle superiori, alcune delle quali continueranno ad essere assegnate a precari a fronte di docenti di ruolo sempre insufficienti per rispondere al fabbisogno. E questo nonostante siano già stati accantonati i posti dei vincitori degli ultimi concorsi. Proprio le tornate di assunzioni negli ultimi anni hanno fatto sì che quest’anno sia diminuito il numero delle cattedre vacanti (nel 2022 erano ben 657). «A livello nazionale il contingente per le immissioni in ruolo è di 50mila posti a fronte di 80mila cattedre vacanti – fa notare la segretaria provinciale della Flc Cgil Filomena Di Santo (in foto a sx) – Se questa è la proporzione declinata a livello regionale e provinciale, è inevitabile che non vedremo immessi in ruolo tutti i docenti supplenti annuali costretti al precariato da anni». Logiche di risparmio che allontanano il sogno di un’assunzione a tempo indeterminato essendo certamente meno dispendioso per il Ministero assumere un precario che un docente a tempo indeterminato.

«Per questo è importante la lotta sindacale per la parificazione dei diritti fra personale di ruolo e non, come quella per i tre giorni di permesso retribuito anche per i supplenti», fa notare la segretaria aggiunta della Cisl Firenze Prato Daniela Scarlata. Sono giorni “caldi” per il mondo dell’insegnamento. Ieri è stata aperta sulla piattaforma on line la funzione per l’inserimento delle 150 scuole per gli aspiranti inseriti nelle Gps (le graduatorie provinciali per le supplenze) attraverso il famigerato algoritmo ma non era ancora aperta l’area per gli aspiranti a ruolo da concorso per la scelta delle province.

«L’auspicio è che la scelta delle sedi venga fatta velocemente entro luglio – riprende Di Santo – Per le Gps, bisogna dare atto al Ministero che quest’anno le operazioni sono state anticipate a luglio anche se gli aspiranti supplenti avranno disponibili solo i posti residuali dopo le operazioni dei ruoli trovandosi così a scegliere le sedi “al buio”, ovvero senza conoscere l’effettiva disponibilità dei posti nelle singole scuole». Tornando ai posti disponibili, a fare la parte del leone sono gli istituti superiori con 175 posti da coprire: in particolare, ad avere una chance in più sono i prof di inglese (ne saranno assunti 21), quelli di lettere (17), matematica e fisica (14) e scienze motorie (15). Alle medie boom di assunzioni di prof che insegnano italiano, storia e geografia (ben 69), seguiti da insegnanti di inglese (13). Alla primaria le caselle vacanti sono 87 (erano 199 l’anno scorso), 12 quelle alla materna (tre in più rispetto all’anno scorso). Capitolo sostegno: i posti disponibili sono 122, una settantina in meno rispetto all’anno scolastico 2022/2023.l


 

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