Il Tirreno

Prato

La storia

Prato, accompagna la figlia all’altare e poi indossa la tonaca e celebra il matrimonio

di Maria Lardara
Prato, accompagna la figlia all’altare e poi indossa la tonaca e celebra il matrimonio

La storia di Anna e Armando, missionario pratese diventato sacerdote

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PRATO. «Sabato 8 luglio la nostra Anna si sposa. Il negozio chiuderà alle 12». Il negozio in questione è lo storico pastificio Ferraboschi, un vero tempio del gusto in centro, e la novella sposa si chiama Anna Zappa, nipote della titolare Patrizia. Fin qui tutto regolare: l’estate è uno dei periodi più gettonati per convolare a nozze. Ma quello di Anna, trent’anni che festeggerà il 17 luglio, è stato un matrimonio speciale. Sì perché ad accompagnarla all’altare sottobraccio è stata la stessa persona che pochi minuti dopo quel matrimonio lo avrebbe celebrato nella chiesa della Madonna dell’Ulivo: padre Armando Zappa, il babbo della sposa. In giacca e cravatta lungo il tragitto verso l’altare per poi andare in sacrestia per vestire i paramenti e celebrare la messa: una storia di amore e di fede raccontata sull’ultimo numero di Toscana Oggi che vede protagonista padre Armando Zappa, missionario tornato a Prato dal Perù per sposare la figlia Anna.

Un legame forte, quello fra padre e figlia, rimasta orfana dieci anni fa dopo che la madre Marta Ferraboschi se ne andò a causa di una malattia. La coppia di missionari viveva da tanti anni in America Latina, prima in Bolivia e poi in Perù, attraverso l’operazione Mato Grosso. La scomparsa della moglie accese nel cuore di Armando una scintilla, complice la voglia di donarsi agli altri: la decisione di diventare sacerdote e di aprire una nuova missione a Chimbote, in Perù, una baraccopoli poverissima. Anna, che aveva vent’anni, scelse di restare in Italia. Sabato l’abbraccio fra padre e figlia a suggello di un nuovo capitolo di felicità per la giovane donna: lei è partita per il viaggio di nozze, lui è rientrato lunedì in Perù dove lo attendono i doveri di sacerdote spesi con generosità verso gli ultimi.

Durante la celebrazione padre Armando si è commosso più volte raccontando la storia della figlia, quella bimba cresciuta in terre impervie e ora diventata una donna adulta pronta per pronunciare il fatidico sì. «È stato un momento molto emozionante – ha confidato il sacerdote a Toscana Oggi – ho avuto modo di portare mia figlia all’altare da papà e poi l’ho sposata da sacerdote. Per me è anche la fine di un percorso». La vita va avanti e quella di Anna continuerà a essere a Prato, dove l’attendono a braccia aperte i clienti del pastificio Ferraboschi. «Anna è come una terza figlia: è stato commovente vederla scambiarsi le promesse di matrimonio – racconta la zia Patrizia – Una grande emozione dopo aver assistito al percorso di crescita di questi due ragazzi uniti in matrimonio». Anna, una delle anime del negozio, sa essere molto creativa ai fornelli: c’è anche il suo zampino in quei piatti preparati tutti i giorni per deliziare i pratesi. Una giovane donna molto legata alla sua famiglia tanto che la cerimonia è stata scandita da un coro intonato da tutti i cugini che hanno cantato durante la messa. Fra questi, il maestro Elia Orlando, direttore artistico del coro Euphonios, parente di famiglia. A Patrizia piace pensare che lassù la sorella Marta sia felice per questo matrimonio. «Ad Anna – ricorda – diceva sempre che doveva sposare un ragazzo bravo come suo babbo». 

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