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Milano Unica, partenza in sordina: pesa la concorrenza dei francesi

di Maria Lardara
Milano Unica, partenza in sordina: pesa la concorrenza dei francesi

La fiera del tessile: gli espositori pratesi attendono i clienti coreani

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PRATO. Se il buongiorno si vede dal mattino, quello di ieri a Rho Fiera è stato parecchio torrido e fiacco. Sì, perché l’edizione numero 37 di Milano Unica ha avuto una partenza senza sprint per i pratesi, complici alcuni ritardi sull’alta velocità della linea ferroviaria ma soprattutto complice il fatto che i riflettori su Première Vision si siano spenti appena cinque giorni fa. Vero è che la pattuglia dei 95 lanifici pratesi a Milano era più nutrita anche se alcune aziende, come la Marini Industrie e la Fortex, hanno fatto il bis di fiere a distanza ravvicinata. Vietato però essere pessimisti. «Primo giorno che promette bene ma senza quella partenza con il botto che mi aspettavo» ammette Sandro Ciardi della Dinamo che nella collezione per l’autunno-inverno 2024/2025 ha inserito tessuti monofibra con la novità di una linea per cappotti dai toni neri, blu, beige e rosso. C’è chi è reduce dalla trasferta parigina e ora gioca la carta di Milano con l’obiettivo d’intercettare quei clienti che non si erano visti a Première Vision.

Una concorrenza, quella fra le due manifestazioni, tutta a suon di date e passaporti per il titolo di fiera più internazionale finora appannaggio di Première Vision. Ma i tempi sono cambiati. «A giudicare dal numero di appuntamenti in agenda, avremo clienti coreani più qui che a Parigi», sottolinea Francesco Marini che ieri mattina, insieme al babbo Riccardo e allo zio Roberto, ha ricevuto la visita del primo cittadino di Montemurlo e presidente della Provincia Simone Calamai (il sindaco di Prato Matteo Biffoni andrà oggi). «Una visita che vuole essere un segnale di vicinanza e attenzione verso il mondo produttivo e le aziende del distretto – ha detto Calamai – Ho trovato un buon clima e un bel movimento, nonostante fosse il primo giorno di fiera». A Milano è andato in onda il trailer della web-serie “Mi-Manufacturing Intelligence” girata fra i campionari e gli archivi della Marini Industrie, un racconto del miglior saper fare pratese rivisitando il concetto di intelligenza artificiale. Protagonista l’archivio storico anche nella collezione targata Bisentino che lancia la linea “Nature” rispolverando un progetto di Giampiero Gramigni, zio di Giovanni (l’attuale presidente di PratoTrade e componente del consiglio di presidenza in Confindustria Toscana Nord), risalente agli anni Novanta. Largo a tessuti senza procedimenti di tinture come quelli provenienti da lana moretta già naturalmente marroni: l’ambiente ringrazia. «Un progetto del 1994 che abbiamo deciso di rispolverare per dimostrare che la sensibilità “green” c’era già e fa parte della storia della nostra famiglia». Gramigni si sofferma anche sul nuovo allestimento della fiera con il dislocamento dei pratesi nei padiglioni 1-3 e 2-4 e non più dal 12 al 18 interessati dai lavori. «Più d’immediato accesso per chi arriva con la metro. È stato cambiato anche il colore negli allestimenti, più gradevole».

Una veste più “chic” che piace anche a Maurizio Sarti, coordinatore sistema moda di Confindustria Toscana Nord. «Siamo abbastanza contenti dell’esordio della fiera nonostante la “calma” all’ora di pranzo. Sì, qualche coreano si vede ma per il mercato asiatico è ancora presto: non a caso a fine agosto la mia azienda volerà a Shanghai per la fiera Intertextile».
 

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