Gioco
La manifattura di Prato parla la lingua del metaverso: ecco il futuro
Il tour del Mimit si è fermato a Prato. Già 147 le imprese innovative finanziate
PRATO. Spingono sull’acceleratore dell’innovazione le aziende pratesi ribaltando il concetto di manifatturiero e tessile come termini legati al passato e sviluppando progetti innovativi pronti ad entrare nel metaverso senza dimenticare la continuità.
Rigenerare e innovare
L’innovazione parte da Prato dove si è fermata la tappa dell’Innovation Roadshow, il tour promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e finanziato con risorse React-Uedel Pon Imprese e Competitività dal progetto “Imprenditorialità Innovativa” che, fra le altre attività, prevede azioni di animazione imprenditoriale, orientamento e networking sulle direttrici dell’Agenda 2030. Il pit-stop di questa originale iniziativa è avvenuto ieri alla Camera di Commercio. «Partiamo sempre dall’idea che le nuove esperienze partano dalla negazione di quello che è stato fatto precedentemente – ha detto l’assessore regionale Stefano Ciuoffo – qui invece siamo di fronte al valore virtuoso della continuità».
Il distretto Prato
«C’è una rete che ha pensato di dare gambe a questo progetto – ha detto l’assessore del Comune di Prato Benedetta Squittieri – e farlo diventare progettualità completa». Con 7000 imprese nella moda, di cui oltre 2000 nel tessile in senso stretto, il distretto costituisce per molte griffe e marchi internazionali della moda il principale punto di riferimento per l’approvvigionamento. «Prato per le sue dimensioni e si presta bene a fare ecosistema. – ha detto Paolo Guarnieri project manager di Prisma – è una città laboriosa e non è difficile trovare rispondenza a temi di innovazione. Prisma è uno spazio per parlarsi: prima di tutto è un centro di trasferimento tecnologico. E uno dei primo obiettivi è portare un linguaggio nuovo alle imprese».
La sfida del futuro
La sfida è quello di un lavoro insieme tra aziende e università. Alla base dell’innovazione una serie di finanziamenti e agevolazioni che coinvolgono esperienze di start-up formate da giovani oppure da imprenditrici. Grazie ad una serie di programmi in Toscana finora il Mimit con Invitalia hanno già finanziato 147 aziende innovative, per oltre 22, 2 milioni di euro di agevolazioni concesse, che hanno attivato più 30,5 milioni di euro di investimenti.
L’esperienza di Rifò
Rifò è un brand di abbigliamento sostenibile che disegna e produce abiti uomo e donna e accessori utilizzando materiali riciclati ottenuti da fibre tessili rigenerate attraverso un processo meccanico sviluppato a Prato. Nata nel 2017, nel 2019 ha lanciato il primo maglioncino rigenerato dai jeans 100% italiano. «Recuperiamo una tradizione locale in chiave innovativa che è quella della rigenerazione delle fibre tessili – ha detto Claudia Ermini di Rifò – Da 5 anni abbiamo avuto una crescita esponenziale. Da un gruppo di tre persone oggi siamo più di 20 persone».
Le tecnomaglie
Per “Let's webearable solutions-accyourate” vale il detto “indossa la maglia della salute” perché sono coloro che hanno creato un’ innovativa serie di prodotti tessili intelligenti indossabili e device a supporto del benessere della persona. «Abbiamo sviluppato – spiega Andrea Giuliani – un prodotto che permette la rilevazione di parametri vitali con un’ottica di monitoraggio ma anche di assistenza all’utente finale». Una volta indossata la T-shirt è possibile controllare sul proprio smartphone l’andamento del cuore e del respiro.
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