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I lavori

Prato, al parco centrale bonifica terminata ma ora bisogna ricoprire la buca

di Maria Lardara
Prato, al parco centrale bonifica terminata ma ora bisogna ricoprire la buca

Serviranno decine di migliaia di metri cubi di terra per pareggiare il terreno

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PRATO. Buca sì, buca no, buca forse. C’è un nuovo capitolo nella lunga telenovela sul parco urbano che vedrà la luce nell’area dell’ex Misericordia e Dolce.

Sulla carta è disegnato il polmone verde di quasi quattro ettari che riqualificherà in chiave green l’area a ridosso del centro storico. Ma prima bisognerà sistemare due questioni non banali, l’una di tipo patrimoniale e l’altra di tipo progettuale; un passo avanti è il fatto che negli ultimi giorni di giugno l’Asl Toscana Centro, rispettando la tabella di marcia prevista, abbia provveduto alla bonifica e interramento del serpentino mettendo così fine al cantiere di demolizione dell’ex ospedale in piedi da quasi due anni.

La partita decisiva si giocherà in autunno, dal notaio: sarà finalmente formalizzato il passaggio dell’area dall’Asl al Comune che l’acquisirà per un valore di 12 milioni di euro. Ci sono voluti quasi dieci anni per arrivare vicini a questo traguardo: era l’ottobre 2014 quando fu firmato in Regione l’accordo di programma per la riqualificazione dell’ex area del Misericordia e Dolce, alla presenza dell’ex governatore Enrico Rossi. Tra lungaggini burocratiche e ricorsi sulla gara d’appalto per la demolizione del vecchio nosocomio (avvenuta nel 2021), i terreni risultano ancora in mano all’Asl.

Ma oltre a quello patrimoniale, c’è anche un altro nodo di tipo progettuale: la modifica del progetto vincitore del concorso internazionale nel 2016, firmato da Obr Paolo Brescia e Tommaso Principi con Michel Desvigne. Sì, perché la prima ipotesi progettuale non teneva conto della buca che si è venuta a creare dalle ceneri dell’ex Misericordia e Dolce.

«Stiamo dialogando con i progettisti per l’armonizzazione del progetto alla luce della grande buca lasciata dalla demolizione dell’ex ospedale, mantenendo invariato il quadro finanziario del budget di 7,5 milioni di euro – spiega l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis – Ogni modifica dovrà tenere conto di questo».

L’idea di coprire la buca – che non è una voragine ma un semplice avvallamento di pochi metri – non fa impazzire Barberis anche per una motivazione di tipo ambientale, oltreché economica: in un momento storico in cui Prato si colloca tra le 100 città europee per la transizione verso la neutralità climatica, facendo della transizione ecologica il suo mantra, spostare decine di migliaia di cubi di terra per tappare una buca non certamente è il massimo.

Non solo verde: la giunta comunale aveva dato indicazioni per portare funzioni universitarie nel padiglione che ospiterà una sede del Pin (in particolare, si è parlato del nuovo corso di tessile e moda).

Riepilogando, sono tre i prossimi step in vista: il passaggio di proprietà, l’aggiustamento del progetto esecutivo e la gara d’appalto per i lavori. I tempi? Di sicuro i pratesi non vedranno il parco prima della fine del mandato del Biffoni bis ma l’obiettivo è andare a gara e aprire il cantiere entro la conclusione della legislatura. «I lavori per realizzare il parco dureranno al massimo un anno e mezzo», assicura Barberis. L’importante è posare la prima pietra.
 

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