Sicurezza
Export esploso nel post Covid ma ora il tessile sta rallentando
Intesa Sanpaolo ha registrato un più 15,5% rispetto al triennio precedente. Gli imprenditori: «La tendenza è cambiata, c’è una riduzione dei volumi»
PRATO. Esplode l’export toscano con un 2022 che ha segnato un’impennata nella ripresa economica. Ma non sarà altrettanto nel 2023. Lo dicono i dati del centro studi ricerche Intesa Sanpaolo. Prato nel 2022 ha seguito una ripresa che non si vedeva addirittura da prima dell’esplosione della pandemia da Covid: il dato esportazione per il tessile e il sistema moda ha registrato un più 15, 5% rispetto al triennio precedente, quantificabile in 2 miliardi e 587 milioni di esportazioni.
I distretti toscani analizzati, tra cui quello pratese, costituiscono una sintesi di quelli individuati dalla Federazione dei distretti italiani, dall’Istat e dalla fondazione Edison. Quello pratese registra un forte innalzamento del fatturato verso i paesi esteri, Spagna, Germania, Romania e Francia rappresentano le prime quattro destinazioni delle esportazioni pratesi, sebbene non manchino Portogallo, Turchia, Cina e Stati Uniti.
Un mercato, comunque, in netta ripresa dovuta a più fattori messi assieme fra loro, come l’aumento dei prezzi di listino dei prodotti e il rientro, almeno per ora, dei prezzi energetici. «I listini restano con i costi aumentati come un anno fa – spiega Maurizio Sarti presidente settore moda Confindustria Toscana nord – sono scesi i costi energetici anche se le materie prime restano su valori medio-alti. Il periodo è stato favorevole a una netta ripresa produttiva dopo la fase del Covid, anche se sta cambiando in modo significativo tutto il mondo della vendita». Ora come ora, clienti e fornitori preferiscono incontrarsi alle piccole fiere, e non più ai grandi meeting internazionali di esposizione; gli Stati Uniti hanno riaperto da non molto gli uffici alle aziende straniere e il nuovo sistema di incontro fra richiesta e produzione tende a cercare vie di costi minori e di dimensioni più piccole. «Effetto della pandemia che ha suscitato interesse. Spesso oggi si vende meglio in piccole fiere che in grandi eventi e le piccole iniziative di questo tipo si trovano a poche centinaia di chilometri d’incontro fra produttore e cliente», spiega ancora Maurizio Sarti. C’è poi in essere la trasformazione del distretto pratese che ormai, oltre al tessile puro, vede l’integrazione del sistema produttivo delle confezioni e pronto moda. «Nel mondo del servizio e della qualità teniamo la sfida, ma il 2023 sta registrando una riduzione del fatturato nel distretto industriale – dice Riccardo Matteini, presidente del gruppo Colle – davanti abbiamo sei sette mesi difficili. I competitori europei stanno tornando sul mercato a testa alta. L’effetto contraccolpo dopo la pandemia è terminato del tutto, e ora ci attendono momenti più duri in cui i mercati andranno a riposizionarsi sui valori del 2018, 2019. Le aziende sono sane, e questo è importante. Cercheremo di tenere “botta”, ma niente facili entusiasmi. I prossimi mesi diranno la verità».
Situazione altalenante anche secondo Maurizio Sarti. «Vero. il mercato adesso sta rallentando. C’è da capire meglio e perché stia accadendo questo; se si tratti di un momento fisiologico o se stiamo tornando davvero ad una riduzione dei volumi di produzione».
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