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Export esploso nel post Covid ma ora il tessile sta rallentando

di Alessandro Formichella
Export esploso nel post Covid ma ora il tessile sta rallentando

Intesa Sanpaolo ha registrato un più 15,5% rispetto al triennio precedente. Gli imprenditori: «La tendenza è cambiata, c’è una riduzione dei volumi»

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PRATO. Esplode l’export toscano con un 2022 che ha segnato un’impennata nella ripresa economica. Ma non sarà altrettanto nel 2023. Lo dicono i dati del centro studi ricerche Intesa Sanpaolo. Prato nel 2022 ha seguito una ripresa che non si vedeva addirittura da prima dell’esplosione della pandemia da Covid: il dato esportazione per il tessile e il sistema moda ha registrato un più 15, 5% rispetto al triennio precedente, quantificabile in 2 miliardi e 587 milioni di esportazioni.

I distretti toscani analizzati, tra cui quello pratese, costituiscono una sintesi di quelli individuati dalla Federazione dei distretti italiani, dall’Istat e dalla fondazione Edison. Quello pratese registra un forte innalzamento del fatturato verso i paesi esteri, Spagna, Germania, Romania e Francia rappresentano le prime quattro destinazioni delle esportazioni pratesi, sebbene non manchino Portogallo, Turchia, Cina e Stati Uniti.

Un mercato, comunque, in netta ripresa dovuta a più fattori messi assieme fra loro, come l’aumento dei prezzi di listino dei prodotti e il rientro, almeno per ora, dei prezzi energetici. «I listini restano con i costi aumentati come un anno fa – spiega Maurizio Sarti presidente settore moda Confindustria Toscana nord – sono scesi i costi energetici anche se le materie prime restano su valori medio-alti. Il periodo è stato favorevole a una netta ripresa produttiva dopo la fase del Covid, anche se sta cambiando in modo significativo tutto il mondo della vendita». Ora come ora, clienti e fornitori preferiscono incontrarsi alle piccole fiere, e non più ai grandi meeting internazionali di esposizione; gli Stati Uniti hanno riaperto da non molto gli uffici alle aziende straniere e il nuovo sistema di incontro fra richiesta e produzione tende a cercare vie di costi minori e di dimensioni più piccole. «Effetto della pandemia che ha suscitato interesse. Spesso oggi si vende meglio in piccole fiere che in grandi eventi e le piccole iniziative di questo tipo si trovano a poche centinaia di chilometri d’incontro fra produttore e cliente», spiega ancora Maurizio Sarti. C’è poi in essere la trasformazione del distretto pratese che ormai, oltre al tessile puro, vede l’integrazione del sistema produttivo delle confezioni e pronto moda. «Nel mondo del servizio e della qualità teniamo la sfida, ma il 2023 sta registrando una riduzione del fatturato nel distretto industriale – dice Riccardo Matteini, presidente del gruppo Colle – davanti abbiamo sei sette mesi difficili. I competitori europei stanno tornando sul mercato a testa alta. L’effetto contraccolpo dopo la pandemia è terminato del tutto, e ora ci attendono momenti più duri in cui i mercati andranno a riposizionarsi sui valori del 2018, 2019. Le aziende sono sane, e questo è importante. Cercheremo di tenere “botta”, ma niente facili entusiasmi. I prossimi mesi diranno la verità».

Situazione altalenante anche secondo Maurizio Sarti. «Vero. il mercato adesso sta rallentando. C’è da capire meglio e perché stia accadendo questo; se si tratti di un momento fisiologico o se stiamo tornando davvero ad una riduzione dei volumi di produzione».
 

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