Sicurezza
Prato, alla scoperta di piante e frutti: gli studenti diventano agronomi
Sono 950 quelli che hanno partecipato al progetto “Riambientiamo”
PRATO. Sono ben 950 gli studenti pratesi di 45 classi che hanno aderito al progetto “Riambientiamo” promosso dall’istituto Datini e rivolto alla scoperta di specie vegetali e alberi da frutto del territorio. Il bilancio si è tenuto nei giorni scorsi all’interno della scuola. Oltre al Datini, hanno partecipato le elementari D'Acquisto, A. Bruni, Manzi e Meucci; la paritaria “Casa, Educazione e Lavoro-Coop. Scuola Viva s.c.r.l.” e la scuola dell’infanzia paritaria “S.Maria-Coop. Scuola Viva s.c.r.l.”; le scuole secondarie di primo grado Fermi e Il Pontormo, e il Dagomari. Il progetto prende le mosse dalle ricerche della professoressa Annalisa Marchi, raccolte nel libro “FruttAntica”. Gli studenti coinvolti nel progetto hanno utilizzato interviste e ricerche per individuare e geolocalizzare, sul territorio pratese, specie vegetali e alberi da frutto autoctoni o in via di estinzione.
Le specie arboree vengono salvaguardate attraverso la pratica agronomica dell’innesto, che i ragazzi e le ragazze di quarta e di quinta dell’Istituto Datini-Agrario hanno potuto imparare assistendo ad una lezione pratica tenuta da Roberto Fiaschi. In seguito, gli studenti hanno a loro volta tenuto delle lezioni sull’argomento nelle altre scuole coinvolte. L’indirizzo Alberghiero del Datini, invece, ha contribuito al progetto realizzando delle ricette con alcune specie vegetali autoctone offerte dalla "Bottega di Alberto" di Vaiano.
Al momento conclusivo del progetto ha partecipato, in rappresentanza della Provincia, la consigliera provinciale Paola Tassi. Anche lapreside Francesca Zannoni si è detta soddisfatta del progetto: «La parte di studio e ricerca iniziale, che ha portato gli studenti a individuare frutti e ortaggi della memoria e a valorizzarne le proprietà nutrizionali, è risultata molto interessante. Sicuramente il valore aggiunto del progetto sono state proprio le metodologie della ricerca-azione e del peer to peer: questo impianto metodologico ha portato un concreto arricchimento culturale e di conoscenza del territorio, ma soprattutto ha permesso un interscambio tra ordini scolastici diversi, dalla secondaria di secondo grado alla scuola dell'infanzia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
