Attenzione
Cameriera sfregiata a Prato, accuse incrociate: i presunti complici mettono nei guai l’intermediario
Sia Laurini, sia il diciottenne Kevin Mingoia, indicato come l’esecutore materiale dell’aggressione insieme a un sedicenne che però si è costituito e non è stato arrestato, hanno reso dichiarazioni che mettono nei guai Schininà
PRATO. Mattia Schininà, il ventenne arrestato lo scorso 24 aprile dalla polizia con l’accusa di aver fatto da intermediario tra Emiliano Laurini, l’ex fidanzato di Martina Mucci, e i suoi due aggressori che l’hanno sfregiata la notte del 21 febbraio in via della Fonderia, sperava nella scarcerazione, ma non aveva fatto i conti con le dichiarazioni dei suoi presunti complici, sono stati loro a tirarlo in ballo.
Lo si ricava dall’ordinanza con la quale martedì il Tribunale distrettuale del Riesame ha respinto il ricorso presentato dal suo avvocato difensore, Michele Savarese, e quello di Edoardo Burelli per conto di Emiliano Laurini. Il Riesame, presieduto dal giudice Elisabetta Improta, ha di fatto confermato l’impianto accusatorio messo in piedi dal sostituto procuratore Valentina Cosci grazie alle indagini della squadra mobile della polizia e dall’ordinanza trapelano alcuni particolari finora non emersi. Il più importante è che sia Laurini, sia il diciottenne Kevin Mingoia, indicato come l’esecutore materiale dell’aggressione insieme a un sedicenne che però si è costituito e non è stato arrestato, hanno reso dichiarazioni che mettono nei guai Schininà, la cui posizione sembrava la più difendibile e che invece si è rivelata compromessa come quella degli altri.
Ma c’è di più. Emiliano Laurini sostiene addirittura che sia stato proprio Schininà a suggerirgli di fare qualcosa alla sua ex fidanzata che lo aveva lasciato. Lui era arrabbiato perché sospettava che lei avesse avuto un’altra relazione e dice che l’idea gliel’ha messa in testa Schininà: «Lui non è che ha preso l’iniziativa, diciamo che mi ha consigliato, cioè neanche consigliato, diciamo che lui mi ha detto “Conosco una persona che farebbe anche qualcosa nei confronti di una donna”». Laurini, che in ogni caso cerca di sgravarsi dalle sue responsabilità e in carcere ha tentato di contattare Mingoia (per questo sono stati messi in due strutture diverse), aggiunge che all’inizio Schininà gli avrebbe indicato un’altra persona e solo in un secondo momento Kevin Mingoia. Di fatto sia Emiliano Laurini che Kevin Mingoia hanno ammesso di aver avuto un ruolo nella vicenda, ma hanno tirato in ballo anche l’intermediario. Risultato: tutti e tre rimangono in carcere.
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