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Migranti e centri d’accoglienza, Giani lancia l’idea dell’ex Creaf. L’ira del sindaco

di Martina Trivigno
Migranti e centri d’accoglienza, Giani lancia l’idea dell’ex Creaf. L’ira del sindaco

Biffoni: «Non sa di che parla, diventerebbe un enorme Cas»

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PRATO. Una struttura dedicata all’accoglienza dei migranti all’ex Creaf. In pratica lì dove doveva sorgere l’ospedale di comunità. Ma l’edificio, ora, un utilizzo potrebbe averlo comunque. È il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, a lanciare l’idea dopo un colloquio con la prefetta di Prato, Adriana Cogode.

Ma il sindaco Matteo Biffoni subito frena: «Se ne avevo un sospetto, adesso ho la ragionevole certezza che Giani parli di immigrazione senza sapere e avere chiaro di cosa si intenda per accoglienza diffusa. Perché se immagina il Creaf, che aveva già proposto a Firenze durante l’incontro con il prefetto Valenti, come una struttura per l’accoglienza diffusa forse non ha idea di cosa sia il modello toscano e pratese, dove l’accoglienza si fa in piccoli spazi e con piccoli nuclei e non in luoghi enormi come l’ex Creaf, che diventerebbe un altro Cas (centri di accoglienza straordinaria, ndr)». Per il governatore dovrebbe nascere quella di una cabina permanente in Toscana fra enti locali e governo per individuare gli spazi d’accoglienza dei migranti. È questa la proposta che lancia il presidente della Regione, Eugenio Giani, per gestire questa fase delicatissima di nuovi flussi e superare l’impasse con il governo sulla firma dello stato d’emergenza. E proprio in tema di strutture spunta l’idea di ricorrere all’ex Creaf di Prato, immobile già utilizzato dalla Regione per fronteggiare l’emergenza sanitaria. «In Toscana per affrontare il problema dei migranti con quello che è il principio dell’accoglienza prima di tutto non possiamo pensare di fare le gare al massimo ribasso con cifre risibili per la gestione dei Cas – avverte – Dobbiamo poter dare nel momento in cui c’è un progetto le risorse che consentano di far mangiare e dormire, ma anche di insegnare un po’di italiano, di fare dei lavori. Non possiamo assolutamente mantenerci sui 34 euro per persona, dobbiamo avere la flessibilità per poter dare di più e declinare in modo diverso i capitolati d’appalto».

Il pallino del governatore Giani è l’accoglienza diffusa, elemento irrinunciabile del modello toscano. A questo proposito spunta a Prato una delle possibili soluzioni. «Ieri mi sono sentito con la prefetta Cogode, che mi ha spiegato che si potrebbe adattare il Creaf – precisa il presidente della Regione – Abbiamo ragionato per come e perché potrebbe adattarsi, ma non può restare un gioco di rapporti individuali. Abbiamo la necessità di avere un centro che non rappresenti una detenzione camuffata. Vogliamo che si arrivi a una riforma di queste strutture, per non fare dell’Italia quello che purtroppo viene rimproverato in questo momento a livello internazionale».

Ma Biffoni è contrariato. «L’idea è del presidente e l’immobile della Regione, quindi possono fare come credono – conclude il primo cittadino – ma prendo atto, siccome con me non ne ha mai parlato, del rispetto del presidente della Regione per questa città. Città che, sull’accoglienza, fa da sempre e parecchio la sua parte e mai si è tirata indietro».

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