Proteste
Prato in controtendenza: le classi nelle scuole aumentano a causa degli stranieri
Le nascite sono in calo ma le iscrizioni crescono per l’arrivo di ragazzi che vengono da altri Paesi. Dalle materne alle superiori il Ministero ha quindi concesso 20 posti in più
PRATO. Tu chiamalo, se vuoi, effetto denatalità. Docenti di ruolo con la valigia perché ritenuti in sovrannumero nella scuola dove insegnano. A Prato dieci maestre della materna figurano come “perdenti posto” per settembre: non perderanno il tempo indeterminato ma chiederanno trasferimento in una sede vacante. Il calo demografico si fa sentire anche in una delle città più multietniche d’Italia. Ma a salvare gli organici sono soprattutto i numeri delle iscrizioni alle medie e superiori con i flussi di nuovi arrivi di studenti stranieri.
E così la buona notizia è che il Ministero ha aumentato l’organico per le scuole pratesi dalle materne alle superiori concedendo una ventina di cattedre in più (l’anno scorso ne furono concesse 45) per il prossimo anno.
In una situazione in cui la coperta è sempre stata corta, soprattutto alla secondaria di primo e secondo grado, per mantenere le cattedre sono stati erosi i posti dell’organico potenziato (tecnicamente si chiamano spezzoni di cattedre) .
E alla fine i conti tornano: l’organico 2023/2024 è composto da 3.007 posti cui si aggiungono 194 dell’organico potenziato e 459 nel sostegno.
Lunedì pomeriggio si è svolto un incontro fra l’ufficio scolastico provinciale e i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals. «Riusciamo a tenere in equilibrio il quadro degli organici anche se non abbiamo del tutto recuperato il gap del passato – ricorda la segretaria della Flc Cgil pratese Filomena Di Santo – Ci riteniamo moderatamente soddisfatti per questo c’è un saldo positivo di venti posti in più soprattutto alle superiori: gli spezzoni sono stati utilizzati per fare cattedre ed evitare lo stillicidio dei docenti “perdenti posto”». Che comunque si presenteranno alla materna mentre alla primaria è stato faticosamente trovato un equilibrio fra classi e cattedre.
Ecco dunque due maestre “perdenti posto” alla scuola dell’infanzia nei comprensivi Gandhi e Primo Levi: quest’ultimo farà inoltre a meno di due classi alla primaria di Paperino e Laura Poli di Cafaggio.
«Perdo una docente all’infanzia di Vergaio e sempre a Vergaio potrò formare una sola sezione alla primaria per fortuna senza avere “perdenti posto”», racconta il preside del Gandhi Mario Battiato.
Ma c’è un’anomalia tutta pratese che fa di Prato una realtà in controtendenza rispetto al resto della regione. «Alle superiori la popolazione scolastica continua a crescere per via dei nuovi arrivi che si aggiungono a una curva demografica ancora sostenuta – sottolinea Daniela Scarlata, segretaria aggiunta della Cisl Scuola di Firenze e Prato – C’è un trend positivo sul recupero delle cattedre perché sono stati erosi spezzoni di organico potenziato. Il punto è che quando calerà la curva anche alle superiori bisognerà mantenere i numeri per garantire una didattica inclusiva».
Non si eviteranno comunque accorpamenti e classi numerose. Al Gramsci-Keynes, ad esempio, saranno accorpate due classi intermedie al tecnico turistico e all’indirizzo geometri. Il preside Stefano Pollini è anche il coordinatore della rete degli istituti Rispo.«Richieste soddisfatte ma alle superiori si assiste al taglio delle ore residue per il potenziamento. Al Gramsci-Keynes togliere spezzoni di 15 e 17 ore significa fare a meno di una cattedra quasi completa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
