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Prato

L’indagine

Prato, maxi-evasione sulle auto importate dalla Germania

Prato, maxi-evasione sulle auto importate dalla Germania

Arrestato un giovane cinese che è accusato di aver fatto false fatture per milioni di euro

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PRATO. Una presunta ingente evasione fiscale nel settore del commercio di auto è stata scoperta dalla guardia di finanza, che un paio di settimane fa ha arrestato un cinese di 28 anni residente a Prato, difeso dagli avvocati Cristiano Giovannelli e Massimo Mariotti, mentre sul registro degli indagati è finito un altro cinese di 28 anni, accusato di aver fatto da prestanome. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti (il sostituto procuratore Gianni Tei della Procura di Firenze e il gip Piergiorgio Ponticelli), il giovane cinese, ora ai domiciliari, avrebbe acquistato numerose auto in Germania per venderle in Italia. In teoria avrebbe dovuto pagare l’Iva, ma lo accusano di aver emesso false fatture che attestavano il pagamento dell’Iva in Germania, cosa mai avvenuta: 692.000 euro nel 2019, 2 milioni e 277mila nel 2020, 35.400 nel 2021. Così facendo era in grado di vendere le auto a prezzi competitivi e al tempo stesso di evadere l’Iva.

Le vetture venivano pubblicizzate soprattutto su WeChat e Whatsapp, che garantiscono l’anonimato. La guardia di finanza sospetta che il giovane cinese abbia si sia spacciato per interprete quando i finanzieri hanno sentito un connazionale come testimone, per capire a che punto fossero le indagini.

Sulla presunta evasione ha indagato la Procura di Firenze perché la prima società che emetteva false fatture aveva sede all’Osmannoro, ma il magazzino era al Macrolotto di Prato. 

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