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L’arte nei kimono: ecco la mostra sui tessuti del Sol LEvante

di Maria Lardara
L’arte nei kimono: ecco la mostra sui tessuti del Sol LEvante

La mostra “Riflessi tra Giappone e Occidente” resterà al Museo del tessuto fino al 19 novembre

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PRATO. Sogni di Sol Levante cuciti addosso. Hanno la leggerezza di motivi come le nuvole o la vivacità dei soggetti come i ciliegi in fiore, ondeggiano fra le avanguardie del Novecento con fantasie figlie del Cubismo e del Futurismo, diventano manifesto di orgoglio patriottico con la svastica e lo scudo sabaudo per inneggiare all’Italia fascista. C’è anche un baby kimono che ritrae un mito dell’Occidente: Babbo Natale. Benvenuti in Giappone, anzi a Prato.

Al Museo del tessuto la mostra “Kimono – Riflessi d’arte fra Giappone e Occidente” è un viaggio emozionante fra le contaminazioni creative e culturali che crearono un ponte fra Europa e Giappone fra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, in uno scambio reciproco di influssi. La nuova esposizione curata da Francesco Morena e Roberta Orsi Landini, visitabile da oggi fino al 19 novembre, è l’asso nella manica di un museo che è riuscito a portare a Prato una collezione esclusiva di 50 kimono provenienti dagli archivi privati di Lydia Manavello, tutti realizzati in seta ricamata, operata o stampata. Non solo abiti preziosi ma anche testimonianze di un’epoca che ha trasformato profondamente il Giappone, non più isolato ma attratto dal progresso e dalla modernità. «Grazie per aver dato ai miei kimono la possibilità di parlare», ha detto la collezionista Lydia Manavello alla cerimonia d’inaugurazione. Perché quello che raccontano i suoi meravigliosi 50 kimono, vero cuore della mostra che vede il patrocinio dell’ambasciata del Giappone (in collaborazione con il museo della moda di Gorizia) , è una pagina di storia ancora tutta da esplorare. Il percorso espositivo inizia con un omaggio all’esotismo che ha ispirato grandi maestri del post Impressionismo come Van Gogh e Gauguin. Erano gli anni in cui l’Occidente scopriva la cultura sofisticata di quel popolo, il pregio dei suoi costumi e manufatti artistici. «Quando si trovarono in mano i colori delle stampe giapponesi questi grandi artisti rivoluzionarono la loro pittura», sottolinea Francesco Morena che ha curato la prima parte della mostra. Qui le stampe di Hiroshige, Utamaro e Hokusai dialogano idealmente con i quadri degli Impressionisti che scorrono in un video. Ma accadde anche il processo opposto che vede la cultura e l’arte figurativa occidentale come fonte d’ispirazione per i nipponici. Ecco servita così la “chicca” dei 50 kimono raggruppati per isole tematiche e soggetti decorativi, in dialogo con gli oggetti della collezione permanente del museo come tessuti, figurini di moda, xilografie, pagine di libri campionario. Il nucleo più consistente di abiti preziosi strizza l’occhio alle avanguardie europee: meraviglie di seta che sembrano usciti da quadri di Klimt e Kandinskij. E poi kimono maschili che guardano al progresso arricchendosi con motivi sportivi e militari. «Corazzate e stormi aerei come elementi per rafforzare l’orgoglio nazionale nell’ottica di una produzione tessile di propaganda», sottolinea la curatrice Orsi Landini. Questo viaggio a cavallo fra moda e arte promette di stupire. «C’è tanta aspettativa per questa mostra», confessa il direttore Filippo Guarini alla vigilia della visita dell’ambasciatore del Giappone: il diplomatico Suzuki Satoshi arriverà a Prato la prossima settimana. Prato, non a caso. Crocevia storico di culture e scambi legati alla manifattura tessile. «Questo evento sarà fonte d’ispirazione per i nostri lanifici sempre alla ricerca di stimoli e spunti per rendere più creative le loro collezioni», sottolinea Francesco Marini, presidente della Fondazione Museo del Tessuto. Fra kimono, dipinti, xilografie, cartoline d’epoca e stampe, a restare incantato è anche il sindaco Matteo Biffoni: «Il Museo del tessuto riesce nel miracolo di emozionare legando la sua missione a mostre che parlano di arte e moda». E a sponsorizzare i laboratori per famiglie a partire da sabato 13 maggio sarà la Pontetorto, storico lanificio controllato dalla giapponese Daidoh Limited. Info: www. museodeltessuto. it. l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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