Gioco
Assolda due persone per sfregiare l’ex, lui picchiava anche la nuova fidanzata: «Avrei voglia di spaccare i denti pure a lei»
Nell’ordinanza di custodia che ha portato in carcere mandante, intermediario ed esecutore del pestaggio emerge uno spaccato di violenza gratuita
PRATO. «Ma glieli hai presentati tu questi due mongoloidi?». «No, io gli ho dato solo il contatto, però siamo andati a prendere un caffè insieme». Sono passati appena quattro giorni dall’aggressione a Martina Mucci e Mattia Schininà, ora indicato dagli inquirenti come l’intermediario che avrebbe assoldato i due picchiatori per conto di Emiliano Laurini, l’ex fidanzato della barista pratese sfregiata nella notte dello scorso 21 febbraio, parla col padre al telefono e di fatto racconta agli uomini del capo della squadra mobile Alessandro Gallo, che lo ascoltano, quello che loro già sospettano. E cioè che è stato Emiliano Laurini a chiedergli se poteva indicargli due ragazzotti senza tanto pelo sullo stomaco per dare una lezione alla sua ex fidanzata.
Nell’ordinanza firmata dal gip Francesca Scarlatti le conversazioni compromettenti sono una valanga, come se gli indagati non avessero nemmeno preso in considerazione che i loro telefoni sarebbero stati messi sotto controllo.
Ne emerge uno spaccato di violenza brutale e gratuita e la figura dell’ex fidanzato, Laurini, allo stesso tempo violento e disperatamente insicuro, un cocktail di solito molto pericoloso per le donne. Si è già fatto una nuova fidanzata e le riserva lo stesso trattamento: pretende che vada in giro a dire che lui è il numero uno, il migliore di tutti. Vuole che cancelli tutte le chat, che chiami pezzi di merda i suoi ex. Si sente sminuito perché lei una volta gli ha detto che come uomo è basso. Pochi giorni fa, nella notte tra il 19 e il 20 aprile, la giovane finisce al pronto soccorso di Torregalli con la frattura scomposta di due costole e dirà di aver preso uno spigolo, ma non è andata proprio così. Del resto c’è anche un’intercettazione ambientale nella quale si sente che lui la picchia mentre le chiede di dirgli a che età ha perso la verginità. Poi parla da solo in macchina: «Eh, ieri sera l’ho scassata per bene, vai tranquillo che ieri sera io ho dato il massimo, oddio il massimo no, però ho dato abbastanza, capelli strappati, unghie. Mi verrebbe voglia di spaccare i denti anche a lei». Insomma, un delirio, che finisce per terrorizzare anche il suo presunto complice Mattia Schininà, che in un’altra conversazione col padre confessa di aver paura che Laurini lo ammazzi se dovesse venire a galla la storia del pestaggio compiuto a Prato. Ora sono tutti in galera. O meglio, all’appello manca ancora il secondo picchiatore “a gettone”, ma potrebbe avere le ore contate.
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