Gioco
Bufera sul canile di Prato, i volontari restano al lavoro: «La priorità sono gli animali»
La presidente dell’associazione che gestisce la struttura è ai domiciliari, dal ricovero: «Fiducia nella giustizia, chiariremo tutto»
PRATO. Scuola chiusa, primo giorno di vacanze di Pasqua e gita al canile. «Si possono vedere i cani?», chiede una donna al volante che si accosta con l’auto sul ciglio di via Argine del Calice. Dall’auto scendono fratello e sorella di 6 e 3 anni con un peluche a quattro zampe e il sogno di adottare un peloso vero. Bambini emozionati: finalmente qui cani in carne e ossa, al canile “Il Rifugio”. Ci sono le telecamere Rai puntate sulla struttura ma poco importa alla donna. «Ah, c’è un’inchiesta? L’importante è che i cani siano tenuti bene». Non è quello il punto: verte su tutt’altro l'indagine che ha portato ai domiciliari la presidente di "Qua la zampa". I cancelli si aprono per la famigliola e subito si richiudono.
Una coppia di operatori, dipendenti del gestore “Qua la zampa”, fa avanti e indietro per prendersi cura degli animali e per non far mancare loro cibo e acqua. È una bella giornata di primavera, fresca ma soleggiata. E questo invoglia i volontari armati di passione a fare un salto per regalare ai trovatelli un po’ di libertà oltre le sbarre delle gabbie. L’area di sgambatura accanto al canile inaugurata nel 2016 è il luogo ideale per Fido. Qui la vita va avanti: la cura dei 40 ospiti prima di tutto. Nessuno ha voglia di commentare il terremoto giudiziario che si è abbattuto sulla gestione del canile. Bocche cucite degli operatori, così come quelle dei volontari.
Qui ogni cane ha una sua storia. Come Tom, meticcio maremmano che una volontaria cerca di portare a passeggio. «Ha un po’ di paura», spiega l’angelo custode di Tom che in canile fa coppia con Jerry. Capita di incrociare gli occhi languidi di Cesare, un cucciolone che salta e gioca come un bambino mentre la volontaria lo porta a spasso. Intorno alla struttura ruota uno zoccolo duro di volontari fissi (una ventina) che portano a passeggio i cani.
«L’importante è che loro stiano bene e che sia mandato avanti il canile», dice l’operatrice che rimanda al comunicato stampa diffuso poi dall’associazione “Qua la zampa”. Le viene chiesto se si sia mai accorta di nulla, qualcosa di sospetto nella gestione. «Non sono io a dover rispondere. Personalmente dico no ma non credo cambi nulla. Noi siamo operatori, qui si lavora».
Il testimone passa momentaneamente a Rossella Gestri, vicepresidente di “Qua la zampa”. Che affida a un breve comunicato la posizione dell’associazione evidenziando «l'assoluta estraneità a qualsivoglia addebito». «L’associazione “Qua la zampa”, certa del corretto operato dei suoi associati, esprime piena fiducia nell'operato dell'autorità giudiziaria convinta che la vicenda verrà chiarita e risolta in breve tempo» si legge nella nota ». Sempre l’associazione «sottolinea che, in ogni caso, le indagini riguardano presunte irregolarità nella gestione amministrativa del canile, essendo esente da qualsivoglia censura il quotidiano amorevole accudimento degli animali presenti nella struttura, che continua con le medesime ineccepibili modalità». L’associazione gestisce il canile dal 2009. L’incarico era stato rinnovato di recente, nel 2022, a seguito di regolare bando di concorso, a cui aveva partecipato solo l’associazione.
Riecheggia un po’ di incredulità. «Magari in qualche caso è stato travisato e quelle somme di denaro in realtà erano offerte», si sente dire da qualcuno ai cancelli. Il terreno è scivoloso: priorità ai cani. Che poi l’amore per loro, per quelli più sfortunati, è quello che trasuda a fuori e dentro il canile. Ed è il sentimento che su Facebook, all’interno del gruppo “Il Rifugio”, fa fare quadrato intorno all’associazione, in una catena di solidarietà e affetto.
Mercoledì l’associazione aveva comunicato al Comune via Pec le dimissioni della presidente Nocerino: a farne le veci la vice Rossella Gestri, in attesa dell’assemblea dei soci.
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