Il Tirreno

Prato

L’inchiesta

Prato, frode sui carburanti venduti sottocosto senza pagare l’Iva: 35 indagati – Video

Prato, frode sui carburanti venduti sottocosto senza pagare l’Iva: 35 indagati – Video

Un’indagine della guardia di finanza di Prato coinvolge anche cinque professionisti accusati di aver fatto carte false

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La guardia di finanza di Prato ha scoperto una grande frode fiscale nel settore del commercio di carburanti e autovetture, realizzata grazie all’utilizzo e all’emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre 30 milioni di euro ed Iva per circa 6 milioni di euro da parte di una società pratese, ed altre imprese con sede sul territorio nazionale prive di qualsiasi struttura aziendale e intestate a prestanome, utilizzate principalmente con funzione di società “filtro” per non pagare l’Iva.

I finanzieri del Gruppo di Prato, con il coordinamento della Procura, hanno ricostruito l’intero schema evasivo, costituito da oltre 7 società/imprese “cartiere” nazionali che acquistavano soprattutto gasolio da società con sede nell’Unione europea e non, tra cui Inghilterra, Croazia, Ungheria e Malta.

Le società “cartiere” cedevano il prodotto alle cosiddette società “filtro”, una a Prato, che, a loro volta, vendevano la merce a numerosi esercenti di distributori all’ingrosso e al dettaglio, su tutto il territorio nazionale. I passaggi, meramente documentali, tra cartiere e società filtro, permettevano quindi di operare cessioni sottocosto a prezzi concorrenziali rispetto agli altri operatori commerciali del settore, mantenendo dei margini di guadagno essenzialmente basati sull’evasione d’imposta e traendo enormi profitti con evidenti distorsioni sul mercato.

Le società "cartiere", nell'interporsi tra i fornitori esteri e i distributori, non procedevano al versamento delle imposte dovute sulle cessioni, consentendo a questi ultimi di detrarsi indebitamente l'Iva e praticare conseguentemente prezzi inferiori a quelli di mercato, con un evidente effetto distorsivo della concorrenza.

Oltre alle fatture per operazioni inesistenti, i finanzieri hanno anche rilevato la cessione di crediti Iva fittiziamente maturati (a fronte di attività esistenti solo sulla carta) per un importo totale di circa 22 milioni di euro, attraverso l’utilizzo strumentale di circa 30 imprese inattive e prive di struttura aziendale.

L’indagine, che ha consentito di individuare la complessa frode, ha portato alla segnalazione alla Procura di 35 soggetti coinvolti, per i reati di dichiarazione fraudolenta e indebite compensazioni, di cui 7 sono stati anche segnalati per il reato di associazione per delinquere, tra cui 5 professionisti che si occupavano delle validazioni dei crediti fittizi.

Inoltre, le indagini finanziarie espletate dai finanzieri hanno consentito di individuare condotte di riciclaggio e autoriciclaggio per oltre 3,5 milioni di euro.

A margine delle attività di indagine, le Fiamme Gialle di Prato hanno recuperato a tassazione una base imponibile di circa 33 milioni di euro per le imposte sui redditi, oltre a circa 13 milioni di euro di Iva evasa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web