Il Tirreno

Prato

Lo scherzo

«Acqua frazionata nei vostri palazzi». Paura a Prato, ma è un pesce d’aprile

di Alessandro Formichella

	Mirco e Giovanna del bar Figaro
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Mirco e Giovanna del bar Figaro

L’avviso è comparso sulle porte delle case di interi quartieri: cittadini nel panico

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PRATO.  «Si avvisa la cittadinanza che in forza dell’ordinanza n° 28/2023, a partire dal 1° aprile fino a data da destinarsi, si dovrà procedere all’erogazione limitata di acqua potabile in tutto il centro abitato, secondo le modalità e gli orari riportati qui di seguito». Inizia così il "pesce d’aprile" e finisce con la redazione del Tirreno "invasa" da telefonate di lamentele. Sì, perché in fondo a quegli avvisi affissi sulle porte di bar, negozi e condomini nella notte fra venerdì e sabato nelle zone del Soccorso, Mezzana e San Paolo, c’è proprio il numero del nostro giornale.

E se non fosse piovuto a dirotto dopo mezzanotte, gli avvisi del gruppo di amici "Quei grulli sempre più grulli" sarebbero stati affissi anche nelle abitazioni e esercizi del centro storico. Foglio A4, stampa digitale e loghi della sedicente "PubeServizi" e della fantomatica "Cattive Acque disservizi idrici" hanno tappezzato buona parte della città riportando l’urgenza della riduzione delle ore nell’erogazione dell’acqua potabile, a causa «del perdurare della siccità».

E in molti, come dice proprio l’usanza, hanno "abboccato" perché ieri, nei quartieri di Prato, si è alzato l’allarme per l’avviso-scherzo del frazionamento idrico riportando anche il numero di un call center che, in realtà, è il numero della redazione del Tirreno di Prato. E in molti, già dal mattino, si sono attaccati alla cornetta chiamando il numero 0574 606015 per avere informazioni. Ironico, sarcastico, derisivo, l’avviso stampato da "Quei grulli sempre più grulli" ha fatto centro; in molti hanno pensato che fosse davvero una cosa seria e che di li a poco ci sarebbe stata la riduzione dell’acqua potabile nelle tubature. Nell’avviso, un pieno di note e indicazioni spassose: «È severamente vietato, in ogni caso utilizzare l’acqua della rete idrica per lavare pavimenti, sanitari (escluso il bidet) , pentolame e vettovaglie in alluminio anodizzato, piatti e stoviglie in ceramica di Capodimonte, posate con manico superiore ai 12 centimetro, animali domestici (fatti salvi i furetti) . Riempire vasche da bagno se di volume superiore a 3,3 metri cubi per l’igiene personale (resta invece consentito in ogni caso l’utilizzo per mantenimento e sopravvivenza di capitoni e anguille a scopo alimentare) ». L’effetto burla c’è stato.

Eccome. «Stamattina i miei genitori erano tutti preoccupati dicendo che c’era un foglio del Comune che diceva della razionalizzazione dell’acqua pubblica - dice Cristian Lisi, residente in un condominio di via Carlo Marx - A leggerlo si capisce che è uno scherzo. Io sono uscito venerdì sera alle 22 e ancora non c’era niente. Ho trovato il foglio attaccato quando sono tornato verso le 2 di sabato». Anche al Bar Figaro, sempre in via Marx, immancabilmente l’avviso era ancora li attaccato nelle prime ore del pomeriggio di ieri. I titolari, Mirco e Giovanna, ridono. «Non sappiamo chi abbia fatto lo scherzo, ma alle 3 di notte il foglio era lì affisso - dice Giovanna - il fatto che la gente si sia allarmata è semplice: hanno letto le prime due o tre righe del falso avviso. A leggerlo ti metti a ridere, e basta vedere i loghi si comprende che è una burla». Ridono i due titolari del bar. Eppure Luca Fragorzi, pratese di 49 anni, a capo della banda "Quei grulli sempre più grulli" non si aspettava tanto successo.

«Ci siamo messi al lavoro venerdì sera, dopo averli stampati nei giorni scorsi, e abbiamo iniziato verso le 22 ad affiggerli. In molti ci conoscono. Abbiamo messo poi il numero 606015 come call center, ma senza prefisso. Abbiamo pensato che le gente non avrebbe inondato di chiamate Il Tirreno», ride Fragorzi. Comunque, come scritto nella falsa ordinanza, l’uso dell’acqua potabile è rimasto consentito per «preparare il brodo di pollo; lavare autovetture e veicoli (previa adeguata insaponatura) ; rinfrescarsi dopo un amplesso (solo se quattro o più soggetti coinvolti) ; produrre cubetti di ghiaccio e preparare cocktail alcolici».

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