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Prato

I dati

Prato capitale dell’immigrazione: straniero un residente su quattro

Stranieri in fila per il permesso di soggiorno
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Stranieri in fila per il permesso di soggiorno

I cinesi sono passati dal 14% al 15% con un aumento di 1.845 unità nel 2022

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PRATO. A Prato in base ai dati raccolti ed elaborati dall'Ufficio Statistica del Comune, gli immigrati residenti al 31 dicembre 2022 sono 46.901, pari al 24% della popolazione totale (195.331), una percentuale che conferma Prato il Comune capoluogo con la più alta incidenza in Italia.

I numeri sono stati forniti in occasione della presentazione del Dossier statistico sull’immigrazione realizzato dal Centro Studi Idos, venerdì alla biblioteca Lazzerini.

A fine 2022 i cittadini cinesi residenti a Prato sono 29.882, corrispondenti al 63,6% degli stranieri presenti in città, con un incremento annuale positivo di circa 2.000 persone, superiore ai saldi, già molto elevati, registrati negli ultimi tre anni, che si attestavano sotto 1.500. In termini percentuali sul totale della popolazione pratese l'incidenza della popolazione cinese durante il 2022 cresce di un punto percentuale: dal 14,3% al 15,3%. Le altre cittadinanze più presenti sono in ordine quella albanese (3.753 residenti, -61 rispetto al 2021), rumena (3.160, -60), pachistana (2.368, +207), marocchina (1.326, -46) e nigeriana 740, -36). L'incremento della popolazione cinese è dovuto principalmente al saldo migratorio (+ 1.845). Dopo il calo del 2020 sono riprese nel 2021 e continuano a crescere le immigrazioni dall'estero (da 869 a 1.247, superiori anche al 2019 in cui erano state 1.027), mentre quelle da altri comuni italiani restano abbastanza stabili (da 827 a 865, erano state 917 nel 2019).

Il contesto economico della città di Prato in relazione all'Immigrazione è stato al centro dell'analisi di Massimo Bressan di Iris Ricerche, che ha evidenziato come il 70% circa dell'export pratese sia nel settore moda e abbigliamento, in gran parte a traino dell'imprenditoria cinese: «Il distretto tessile pratese dovrebbe essere chiamato "Distretto del tessile-abbigliamento" perché dal primo decennio di questo secolo c'è stata una crisi del tessile con una forte perdita occupazionale e, al contrario, nel primo e nel secondo decennio c'è stata una crescita costante del settore dell'abbigliamento, specie per quanto riguarda gli occupati – ha detto Bressan – Il valore dell'export ha superato quello del tessile nel 2020-2021. Il 2022 è stato invece un anno di grande crescita, ma la realtà è che il nostro distretto è oggi un territorio con due trazioni importanti: quella del settore abbigliamento che è la prevalente, e quella del tessile, peraltro entrambi in trasformazione. Una forte riorganizzazione che porterà anche maggiori accorpamenti in futuro».

Il Comune di Prato è capofila nel Sistema di Accoglienza e Integrazione Sai (ex Sprar) e coordina questo progetto in tutta la Provincia di Prato, con gli altri sei comuni del territorio. Aderisce al progetto Satis (Sistema Antitratta Toscano Interventi Sociali), progetto per l'emersione e la tutela delle vittime anche potenziali di tratta e sfruttamento lavorativo e sessuale, presso il Servizio immigrazione ha aperto uno sportello di riferimento in cui fornisce le informazioni ai richiedenti asilo e alle potenziali vittime di sfruttamento che richiedono aiuto e protezione internazionale. Attualmente nell'ambito del progetto Sai vengono accolte attualmente in totale 91 persone in 18 strutture disseminate in tutti i Comuni della provincia di Prato. Si tratta di migranti e famiglie di diverse provenienze, e diverse età, provenienti da paesi quali l'Ucraina, il Mali, il Gambia, la Nigeria, il Pakistan, l'Afghanistan e il Bangladesh.
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