Il Tirreno

Prato

Furto sacrilego a Prato, trovato il ladro ma la pisside con le ostie è sparita

di Paolo Nencioni

	Suor Anna davanti al tabernacolo dove era contenuta la pisside d'argento
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Suor Anna davanti al tabernacolo dove era contenuta la pisside d'argento

Un uomo di 47 anni rintracciato dai carabinieri a Vaiano, le suore lo perdonano. Lui dice di aver buttato via il calice, che però non si trova

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PRATO. Le suore lo hanno perdonato, i carabinieri lo hanno denunciato, ma la pisside è sparita. Si è chiuso in meno di 24 ore, con la denuncia di un uomo di 47 anni, il caso del furto di una pisside d’argento e di 50 ostie consacrate avvenuto venerdì 27 gennaio all’interno della basilica di Santa Caterina di Prato.

Nelle prime ore di ieri mattina, controllando i vari luoghi dove il ladro avrebbe potuto nascondersi, i carabinieri di Vaiano lo hanno rintracciato nell’abitazione di un amico. L’uomo, un italiano di 47 anni con svariati precedenti penali, ha cercato di fuggire attraverso una finestra, ma è stato immediatamente fermato dai militari. Poi i carabinieri l’hanno accompagnato alla Basilica e hanno ripercorso tutte le azioni compiute durante il furto sacrilego, ispezionando i cestini dei rifiuti di tutta la zona, perché il quarantasettenne ha detto di essersi liberato dell’oggetto sacro dopo aver tentato di venderlo ad alcuni ricettatori della zona, i quali probabilmente capita la delicatezza dell’oggetto non ne hanno voluto sapere nulla.

Nella basilica pratese, alle monache di clausura presenti durante le operazioni di sopralluogo, l’uomo ha rivolto parole di scuse per il grave gesto fatto e le stesse hanno avuto parole di compassione dichiarandogli il loro perdono e spiegandogli la gravità di tale azione.

Le operazioni di ricerca della pisside si sono spostate dal centro cittadino al centro di raccolta rifiuti di Alia in via Paronese, dove i militari con l’aiuto del personale preposto hanno controllato alcuni cumuli di rifiuti, ma purtroppo non è stato rinvenuto l’oggetto sacro.

I carabinieri non escludono neanche la pista della vendita delle ostie consacrate per eventuali “messe nere” anche se obiettivamente non pare questo il caso.

L’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica e dovrà rispondere del reato di furto aggravato

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