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Stangata carburanti: 2 euro a litro. «Danno per automobilisti e gestori»


	Rispetto allo scorso marzo benzina e diesel costeranno 30 centesimi in più
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Rispetto allo scorso marzo benzina e diesel costeranno 30 centesimi in più

Confesercenti lancia l’allarme e chiede un incontro urgente col governo

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PRATO. «Il mancato rinnovo del taglio delle accise a fine anno ha portato ad una serie di reazioni negative a catena. Vittime alla stessa maniera gli automobilisti, con il costo del carburante che torna ad impennarsi, ma vittime anche i gestori degli impianti i cui guadagni sono fissi a prescindere dagli aumenti e legati solo ai litri erogati che dal primo gennaio sono crollati». È ancora una volta Confesercenti Prato, con il presidente del sindacato benzinai Nicola Piacquadio e con la coordinatrice sindacale Lucia Nocentini, a lanciare l’allarme sulle pesanti conseguenze che il ritorno delle accise stanno già causando a famiglie ed imprenditori.

Due euro al litro: è questo il livello che, anche in provincia di Prato, si rischia di sfiorare per benzina e gasolio in questi primi giorni dell’anno – spiegano Piacquadio e Nocentini – La decisione del governo di reintrodurre la quota piena delle accise determina, infatti, un aumento di 30 centesimi su un litro di carburante rispetto allo scorso marzo (quando ci fu il primo taglio delle accise) e di 18 centesimi rispetto a dicembre, gravati inoltre da iva. Secondo le stime del nostro Ufficio Studi, in media i rincari incideranno, su base annua, per 300 euro a famiglia rispetto a marzo 2022; e ogni pieno costerà 15 euro in più rispetto a 10 mesi fa. C’è poi da considerare l’effetto traino che gli aumenti provocheranno sul costo di tutti i beni di consumo e sull’inflazione, già alta».

Piacquadio e Nocentini difendono poi la categoria dei gestori, troppo spesso considerata la controparte da parte degli automobilisti. «Questa situazione ci danneggia pesantemente e quindi siamo dalla stessa parte della barricata con i consumatori. Vogliamo infatti ribadire che i gestori non determinano il prezzo e che a loro, a prescindere dal prezzo alla pompa, vanno sempre e soltanto 3,5 centesimi lordi al litro. Insomma, con gli aumenti ci perdono tutti: i consumatori e le imprese, ma anche i benzinai perché più cresce il prezzo meno prodotto si vende. Ci aspettiamo – concludono – un'urgente convocazione da parte del Governo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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