Sicurezza
Prato, maxi-rissa nel cuore della movida: 15 giovani sotto processo
Si azzuffarono in via Settesoldi. Prima le offese sui social, poi la resa dei conti in strada. C’è anche una ragazza
PRATO. Inizierà il prossimo 26 gennaio, a quasi tre anni dai fatti, il processo a carico di 15 giovani che sono accusati di aver preso parte alla furiosa rissa avvenuta la sera del 29 febbraio 2020 in via Settesoldi.
Sul banco degli imputati saliranno 14 uomini di età compresa tra i 23 e i 38 anni e una donna di 22 anni. Per tutti l’accusa è di rissa aggravata e alcuni hanno già chiesto di poter patteggiare la pena.
Il processo arriva all’esito delle indagini compiute dai carabinieri subito dopo la scazzottata, sulla base delle testimonianze raccolte ma soprattutto delle abbondanti tracce lasciate dai partecipanti sui social networks.
L’origine della rissa, infatti è proprio lì, sui social. Gli investigatori hanno accertato che nei giorni immediatamente precedenti alla rissa era comparsi messaggi su Instagram tra due gruppi di giovani: offese e una sorta di sfida a regolare i conti per futili motivi. Non è chiaro se i partecipanti alla rissa si fossero dati appuntamento in via Settesoldi, il cuore della movida cittadina. Più probabile che alcuni di loro si siano incontrati casualmente in strada e abbiano deciso di passare dalle parole ai fatti, coinvolgendo anche persone estranee alla contesa sui social. Di lì a pochi giorni anche la movida sarebbe stata congelata, perché il 9 marzo il governo impose il lockdown a causa della pandemia Covid e i giovani furono costretti a stare a casa.
Sta di fatto che quella sera via Settesoldi per qualche minuto si trasformò in un ring a cielo aperto, con sedie e tavolini usati come armi per colpire gli appartenenti all’altro gruppo. Quelle immagini fecero in fretta il giro del web, non solo perché qualcuno riprese le fasi salienti della rissa dalle finestre che si affacciano sulla strada, ma anche perché nei giorni successivi gli stessi partecipanti alla zuffa condivisero foto, video e messaggi sui social network.
Da quelle immagini e da quei messaggi sono partiti i carabinieri per risalire a chi aveva preso parte alla rissa e pazientemente hanno stilato un elenco di persone che poi è stato consegnato al sostituto procuratore Laura Canovai, titolare delle indagini.
Nelle scorse settimane agli indagati è stata notificata una citazione a giudizio e l’inizio del processo è stato fissato per il 26 gennaio. Alcuni degli imputati, come detto, hanno chiesto di patteggiare. In termini pratici questo significa che per alcuni potrà cadere l’aggravante e dovranno rispondere dell’accusa di rissa semplice, che prevede multe fino a 2.000 euro.
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