Sicurezza
Riciclaggio, Prato è la vice capitale d’Italia per operazioni sospette
Seconda solo a Milano. Per l’Antimafia la maggior parte sono fatte da italiani e non dal distretto della moda cinese
PRATO. Quattrocento segnalazioni per operazioni sospette ogni centomila abitanti nel 2021. È questo il numero che conferma la provincia di Prato sul poco invidiabile podio del riciclaggio italiano, seconda solo a Milano, che ne conta 441 ogni centomila residenti. La cifra è contenuta nel sesto rapporto sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione realizzato dai ricercatori della Scuola Normale di Pisa e presentato ieri a Firenze. Segnalazioni che a livello regionale sono cresciute del 22,6% rispetto al 2020.
La provincia di Firenze è la prima per numero di segnalazioni in valore assoluto (circa un terzo del totale), seguita da Prato (12%), Pisa (8,9%) e Lucca (8,3%). Gli incrementi più importanti su base annua si registrano a Pisa (+46,8%), Livorno (+38%) e Massa-Carrara (36,5%).
Dici riciclaggio e pensi agli affari dei pronto moda cinesi del Macrolotto, ma la Dia avverte che non è proprio così. Diciamo che gli affari in contanti (e ogni tanto in nero) del distretto parallelo cinese contribuiscono a gonfiare un fiume di denaro che è alimentato anche e soprattutto dagli italiani. Le segnalazioni arrivano di solito dagli intermediari bancari, ma anche dai notai o da altri soggetti, facilitate dal fatto che viene garantito l’anonimato della fonte. Per capire di cosa stiamo parlando si può fare l’esempio del titolare di un conto corrente da mille euro che un bel giorno arriva con 10.000 euro in contanti; oppure del dipendente con un reddito di 50.000 euro l’anno che ne versa altri 50.000 tutti insieme; oppure ancora dell’acquirente di una casa che si presenta con un assegno circolare di 200.000 euro o attinge dalla provvista di un fondo estero.
Non tutte le segnalazioni di operazioni sospette portano a scoprire un reato, anzi forse nemmeno la metà. Le altre possono avere giustificazioni lecite. Di solito quelle veramente sospette sono legate alla criminalità organizzata, oppure nel caso di Prato più spesso all’evasione fiscale.
Se nel 2021 ne sono arrivate 400 ogni centomila abitanti, significa che il numero assoluto è superiore a mille, tenendo conto della popolazione della provincia.
Un fenomeno che si spiega anche col fatto che Prato, nonostante la crisi, rimane uno dei più importanti distretti industriali italiani, dove gira parecchio denaro, in bonifici e assegni, ma anche in contanti, desntro le valigette.
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