Il dolore
Troppi furti a Villa Rasponi: è allarme topi d’appartamento a Carmignano
I residenti si sentono assediati: «Abbiamo paura anche a uscire in giardino». A Carmignano chiedono più carabinieri nella locale stazione: «Sono troppo pochi»
CARMIGNANO. Troppi furti negli ultimi mesi, anche se solo una parte riusciti e gli altri solo tentati: abbastanza comunque per non stare tranquilli o per creare un gruppo whatsapp di residenti dove condividere segnalazioni e allerte. Come qualche giorno fa: “Persone sospette a giro. Chiudetevi in casa e mettete l’allarme” suonavano come un tam tam i telefonini. Succede a Villa Rasponi a Carmignano, antica residenza sul colle all’ingresso del paese trasformata nei decenni scorsi in un residence prestigioso inserito in una cornice esclusiva econ un panorama invidiabile. Pace e tranquillità che ora è venuta meno. «Così non si può più andare avanti» si sfoga Silvia Pratolini. «Ma le sembra normale che uno si debba chiudere a casa sua per paura di imbattersi nel giardino in un ladro o in persone malintenzionate?». Normale sicuramente non è. «Carmignano – dice – un tempo era un paese tranquillo. Io ci vivo da sempre. Certo qualche furto c’era, ma non così». A Villa Rasponi si sentono assediati: auto ripetutamente forzate (all’interno della proprietà o nei garage), ladri che scalano le pareti per intrufolarsi in casa, persone sospette con luci nella notte o all’imbrunire. «L’altra sera – dice Silvia – uscivo per portare l’immondizia ai cassonetti o ho visto due tipi, uno nascosto tra gli alberi e l’altro nel piazzale col fontanello pubblico all’ingresso del paese, che si mandavano segnali. Mi sono nascosta per la paura». Furti e spaccio. In quel parcheggio e giardino pubblico in via Bicchi a ridosso della proprietà, malfrequentati da un po’ di tempo a detta dei residenti, due mesi fa del resto è stato accoltellato un diciottenne. «Chiediamo più controlli – protesta ancora Silvia – I carabinieri della vicina stazione (distante meno di duecento metri ndr) sono troppo pochi?». In effetti sono appena cinque agenti per più di metà di un comune che conta quindicimila abitanti e decine di chilometri quadrati di territorio. «Che potenzino gli organici allora, che girino come detterrente. Ma una soluzione la vogliamo» ribatte. Due settimane fa hanno incontrato anche il sindaco Prestanti. E all’amministrazione comunale chiedono più telecamere, da puntare sui giardini vicino casa. La psicosi intanto cresce e la pazienza rischia di finire. Qualche mese fa il marito di Silvia si è affacciato dal portico, insospettito da alcuni rumori, e si è imbattuto in tre persone, due incappucciate, che fuggivano dai garage con un sacchetto di refurtiva. Tra sabato e domenica notte hanno ricevuto un’altra visita inattesa: sconosciuti si sono arrampicati fino alla persiana del bagno, sopra il portico, e con un cacciavite hanno smontato una stecca della persiana. Forse, disturbati o intimoriti da qualcuno che ha acceso la luce della stanza, sono fuggiti. Ma in casa si sono accorti della tentata effrazione, denunciata il lunedì, solo la mattina, quando la luce del sole è filtrata attraverso la finestra dallo squarcio più ampio creato nella persiana: fuori la colonna sporca di impronte di scarpe e il glicine piegato, a cui si sono appesi per aiutarsi nella scalata. Ma i ladri non girano solo la notte. Due giorni fa in un altro appartamento di villa Rasponi hanno tentato un furto alle quattro e mezzo del pomeriggio. Il proprietario era in casa, se n’è accorto e sono fuggiti. Dieci giorni fa ignoti hanno spaccato il vetro ad un’auto. Sempre la scorsa settimana in un veicolo hanno rubato una borsa e due giorni fa aperto altre auto. «Cosa dobbiamo aspettare ancora perché qualcuno intervenga? - si chiede Silvia – Non mi sento tutelata».
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