Gioco
Disabile arriva in vetta a Casa Bastone con la carrozzina. «Per una montagna accessibile a tutti»
Al via una raccolta fondi per l’acquisto di una carrozzina da trekking
PRATO. Prima di sabato quel panorama lo poteva immaginare solo dal basso. Ma nella vita nessuna vetta è troppo alta. Nemmeno in sedia a rotelle. Anzi, in “joelette”.
Per il giovane Fabiano la montagna adesso non è più un tabù. Quando gli si è schiuso l’orizzonte da Casa Bastone il suo primo impulso è stato quello di abbracciare Gianluca Mantovani, il presidente dell’associazione Vagamonti. Che di sfide impossibili ne sa qualcosa: a primavera si è fatto 2.700 chilometri percorrendo lo Stivale da sud verso nord in compagnia della cagnolina Tosca e del fotografo Andrea Foligni, un’iniziativa pensata per sensibilizzare tutta l’Italia sulle malattie autoimmuni da cui è affetto.
«Grazie, sono davvero felice», ha detto Fabiano a Gianluca con l’emozione negli occhi di chi ha realizzato un sogno. Diritto alla montagna, alla bellezza. Che è di tutti, anche di chi non ha gambe per potersi incamminare lungo sentieri impervi.
L’itinerario dai Bifolchi a Casa Bastone, quello a bordo di una “joelette” prestata dal Cai di Sesto Fiorentino, è stato dunque reso accessibile anche a chi ha una disabilità motoria. Ma per rendere la montagna sempre inclusiva servirebbe appunto una “joelette”, una carrozzina monoruota che consente anche a chi ha problemi di deambulazione di arrivare in vetta. Su per la Calvana oppure alle Torri di Popiglio come doveva essere ieri (evento poi rimandato per il maltempo, ma domenica 11 dicembre l’appuntamento sarà a Pistoia per la Giornata della montagna). Un mezzo costoso, che non è disponibile a Prato.
Ecco perché la nuova iniziativa dell’associazione Vagamonti (per informazioni: ww.vagamonti.it, canali Facebook e Instagram) è quello di promuovere una raccolta fondi per l’acquisto di una carrozzina da trekking per disabili: il costo si aggira intorno ai quattro-cinquemila euro. Un progetto che rappresenta la naturale evoluzione del primo cammino di Vagamonti, sempre nel nome di una montagna accessibile a tutti. La prima volta di Fabiano a Casa Bastone potrà essere replicata ancora: per portare il ragazzo lassù il 26 novembre ci sono volute le braccia di Derry Ciaramelli che con l’associazione Riciclidea ha dato il supporto e fa parte anche lui di Vagamonti, l’esperienza della Banda dei malandrini che da tanti anni si occupa di trail running, l’associazione Acquerino Cantagallo, l’organizzazione di volontariato Il registro degli alberi. Un primo seme è già stato piantato e in quella giornata sono stati raccolti 400 euro grazie al gioco di squadra.
«L’obiettivo è riuscire a comprare almeno una “joelette” e formare più persone possibili per l’utilizzo di questi mezzi – raccontano Andrea Foligni e Silvia Ammendola, soci di Vagamonti - perché tutti hanno il diritto di vivere le montagne. Oltre ad attivare una raccolta fondi su una piattaforma di crowdfunding, i prossimi passi saranno il coinvolgimento di associazioni e cooperative che a Prato si occupano di disabilità, oltre alla mappatura dei sentieri per creare percorsi facilitati».
Preziosa sarà poi la collaborazione con il Club alpino italiano, ma fra gli associati di Vagamonti c’è anche un cartografo eccellente, Piero Tarocchi: è stato proprio lui a indicare i percorsi giusti a Gianluca e Andrea lungo il cammino dalla Sicilia alla Valle Aurina con la fida Tosca al seguito.
Di questa squadra fa parte anche Marina Barbati, anche lei camminatrice, anche lei fotografa. Anche lei, come Mantovani, padrona di un Border Collie. In questo caso ha messo la sua arte (è specializzata in dog photography) al servizio della causa organizzando un evento per portare i nostri amici a quattro zampe in sala di posa e ritrarli con il suo obiettivo, l’iniziativa si terrà l’8 e il 10 dicembre. «In poche ore tutte le sessioni fotografiche sono andate esaurite - dice Marina - parte del ricavato delle due giornate aiuterà Vagamonti nell'acquisto di una “joelette”».
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