Sorpresa, aumenta l’occupazione a Prato. Il saldo è di 4.000 posti in più
Ma diminuisce la durata media dei contratti a tempo determinato
PRATO. Alla fine del secondo trimestre 2022 il numero di lavoratori impiegati nel distretto pratese è aumentato di oltre 4.000 unità (+3,94%). La cifra è contenuta nel rapporto dell’Osservatorio del mercato del lavoro presentato ieri da Confindustria. Nel rapporto si parla anche di un saldo negativo tra avviamenti (+22%) e cessazioni (+36%) ma Confindustria sostiene che l’occupazione è aumentata perché nel saldo avviamenti/cessazioni sono ricomprese variazioni multiple riferite allo stesso lavoratore e addetti che lavorano fuori dalla provincia.
Le esportazioni del meccanotessile sono in crescita, ma calano le esportazioni di tessuti, che si assestano su livelli inferiori a quelli registrati nel secondo trimestre 2019 (-7,17%). Al 30 settembre 2022 nella provincia di Prato risultavano attive 29.206 imprese, in crescita per quasi tutti i settori nel confronto con la fine dell'anno precedente, con le eccezioni del tessile e del commercio al dettaglio (rispettivamente -1,54% e -0,98% ). Alla stessa data, il numero complessivo degli addetti risultava cresciuto di oltre 4.000 unità (+3,94%) rispetto alla fine del 2021, con un segno positivo che riguarda tutti i settori senza eccezioni: +2,48% il tessile, +5,96% l'abbigliamento, +8,06% la meccanica, +8,49% le costruzioni, +1,94% il commercio all'ingrosso, +2% il commercio al dettaglio, +11,36% l'alloggio, +7,52% la ristorazione.
Le proroghe dei contratti a termine sono state nel primo semestre del 2022 ben il 25,9% in più rispetto a quelle del 2021, ma la loro durata è diminuita (da 181 giornate del primo trimestre 2022 si passa a 105 nel secondo). I dati mostrano quindi che a seguito della conclusione del periodo pandemico vi è stato un incremento delle proroghe rispetto al passato, segno di una evidente crescita economico-produttiva che finisce per influenzare anche le dinamiche del mercato del lavoro, ma allo stesso tempo, la diminuzione della durata media dei rapporti di lavoro a termine è un chiaro segnale del clima di incertezza che pesa sulle aziende.
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