Sicurezza
La Corte dei Conti boccia tre bilanci del Comune
La Corte dei Conti ha fatto le pulci ai bilanci tra il 2017 e il 2019
PRATO. La Corte dei Conti ha fatto le pulci ai bilanci del Comune di Prato e ne ha bocciati tre, quelli degli anni compresi tra il 2017 e il 2019. È stato lo stesso Comune ieri a mettere le mani avanti rendendo nota la pronuncia dei giudici contabili della Toscana.
Il risultato è che nei prossimi anni il Comune non potrà contare sull’avanzo di esercizio, perché quei fondi serviranno a mettere a posto i bilanci degli anni precedenti.
In particolare la sentenza della Corte dei Conti interviene sottolineando la definizione di un disavanzo di amministrazione pari a 18.946.585,88 euro, e non di un avanzo pari a 12.496.835,95 euro accertato con il rendiconto di gestione 2019. Detta così sembrerebbe una differenza di 31 milioni, ma secondo l’interpretazione del Comune i 12 e passa milioni che risultavano nell’avanzo di esercizio 2019 sono già conteggiati nei quasi 19 miliioni che mancano all’appello, dunque il disavanzo sarebbe molto più contenuto.
Il disavanzo emerso al termine del controllo sull’esercizio 2019 è stato qualificato come disavanzo gestionale per 3.776.828,73 euro e come quota residuale dell’extradeficit per 15.169.757,15 euro.
Tale quota extradeficit, spiega il Comune, deriva da una contabilizzazione, valutata non corretta, della copertura del disavanzo accertato dalla Corte dei Conti con riferimento alle annualità 2012 e seguenti. È un’operazione che fu fatta nel 2014 al momento dell’insediamento della prima giunta Biffoni, quando il centrosinistra denunciò di aver trovato un “buco” lasciato dalla precedente giunta Cenni.
«Ai sensi dell’articolo 148-bis Tuel, e ai fini del successivo esercizio dell’attività di controllo spettante alla Corte dei Conti – spiega ancora il Comune– l’ente dovrà adottare le misure correttive, entro sessanta giorni dalla comunicazione di avvenuto deposito della pronuncia di accertamento».
Insomma, i tre bilanci dal 2017 al 2019 dovranno tornare in consiglio comunale entro la fine dell’anno dopo le modifiche apportate dalla Ragioneria per superare il vaglio dei giudici contabili.
Quanto al “disavanzo gestionale” di 3.776.000 euro, è legato alla non corretta gestione degli introiti dei parcheggi (spesi anche per cose per cui non si potevano spendere) e all’accantonamento per la cosiddetta “guerra del gas”: secondo la Corte dei Conti il Comune doveva accantonare una cifra maggiore di quella che ha messo da parte.
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