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La sentenza

Prato, fallimento Creaf: assolti il sindaco Biffoni e l’ex presidente della Provincia Gestri – video

Ilenia Reali
Prato, fallimento Creaf: assolti il sindaco Biffoni e l’ex presidente della Provincia Gestri – video

Condannati a 8 mesi invece Luca Rinfreschi, ex presidente di Cna e Laura Calciolari (entrambi ex amministratori della società)

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PRATO. Fallimento Creaf, c’è la sentenza. Assolti il sindaco Matteo Biffoni e l’ex presidente della Provincia di Prato Lamberto Gestri. Condannati a 8 mesi invece Luca Rinfreschi, ex presidente di Cna e presidente del cda del Creaf per sei anni a partire dal 2008, e  Laura Calciolari ultima amministratrice di quello che doveva essere il Centro di ricerca di Prato e che nel 2016 portò i libri in Tribunale.

Si è concluso così il processo di primo grado per il fallimento del Creaf, l’immobile è quello adesso utilizzato come Centro vaccinale in via Galcianese e per il quale otto persone, tra amministratori e rappresentanti della Provincia di Prato, erano imputate con le accuse di cooperazione colposa in bancarotta semplice, aggravata dalla rilevanza del danno (oltre 17 milioni di euro) e dal fatto che si è trattato di denaro pubblico.

Dopo quasi cinque ore di requisitoria lo scorso marzo, il pubblico ministero Lorenzo Boscagli aveva chiesto la condanna a un anno e sei mesi per l’ex presidente della Provincia Lamberto Gestri, difeso dall’avvocato Giovanni Renna; un anno  per l’ex presidente della Provincia e attuale sindaco di Prato, Matteo Biffoni, difeso dagli avvocati Giuseppe Nicolosi e Piermatteo Lucibello; rispettivamente un anno e otto mesi e un anno e quattro mesi per gli allora amministratori del Creaf prima Luca Rinfreschi, difeso dall’avvocato Alberto Rocca, e poi Laura Calciolari, difesa dall’avvocato Gabriele Randonina. Richieste di condanna anche per i componenti del cda, un anno e sette mesi per Veronica Melani, e un anno e quattro mesi per Gianmario Bacca, difeso da Enrico Guarducci. Pene uguali, un anno e sei mesi, per i revisori dei conti Giovanni Picchi e Marco Bini.

Una requisitoria, quella di Boscagli, che aveva ripercorso i vari passaggi, le varie delibere assembleari e i bilanci approvati anno dopo anno a cominciare dal 2011, ovvero l’anno successivo a quel 31 marzo 2010 in cui la Provincia, socio di maggioranza, aveva annunciato che non poteva più versare alcun euro per finanziare la realizzazione del centro perché la nuova legge, voluta dal Governo Monti, vietava di versare soldi in partecipate pubbliche il cui bilancio è in rosso da almeno tre anni. Circostanza che riguardava proprio il Creaf che in 11 anni costò 22 milioni di euro

E’ dal momento in cui si decise di continuare a investire sul progetto che, secondo il pm Boscagli, tutti coloro che avevano voce in capitolo sul Creaf, anziché prendere atto dell’impossibilità di andare avanti per l’avvenuto stop ai finanziamenti da parte del socio di maggioranza per le spese ordinarie, e quindi decidere di chiudere la società, avevano prolungato l’agonia facendo un ulteriore danno di circa 5,2 milioni di euro.

La sentenza, dunque, sollevano da ogni responsabilità Biffoni e Gestri così come i sindaci revisori Marco Bini e Massimo Picchi. Condannati a 7 mesi i membri del cda, Gianmario Bacca  e Veronica Melani.

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