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Salute

Una sanità più vicina per rispondere ai bisogni

di Elena Andreini
Una sanità più vicina per rispondere ai bisogni

Efficacia delle strutture e presa in carico della non autosufficienza. Al convegno Cisl si è parlato di rapporto col territorio e soluzioni

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PRATO. Puntare sulla sanità territoriale per rispondere ai bisogni dei cittadini, migliorandone il benessere e abbattere i costi. È questa la grande sfida proposta dalla Cisl resa possibile grazie ai fondi Pnrr. A Prato il sindacato ne ha parlato in un convegno al Museo del Tessuto prendendo in considerazione tre punti: la reale funzionalità ed efficacia delle nuove strutture, la rete dei medici di medicina generale e la presa in carico della non autosufficienza. La sfida messa in atto dalla Cisl Firenze-Prato è quella di passare da una sanità prevalentemente concentrata sugli ospedali a una sanità efficace anche sul territorio, fatta assieme ai medici di medicina generale, con un servizio capillare nelle comunità, migliore accessibilità e capacità di presa in carico dei bisogni. Un percorso possibile grazie alla riorganizzazione del DM77, il decreto ministeriale che prevede la riforma del territorio basata sul Pnrr. «È una sfida impegnativa ma necessaria, come ha certificato la pandemia, e ora è realizzabile grazie alle risorse del Pnrr – ha detto il segretario generale Cisl Firenze-Prato Fabio Franchi – Ora abbiamo l’opportunità per un vero cambiamento e per costruire una rete di servizi in cui le strutture siano luoghi di cura e di presa in carico effettiva, efficace e funzionale. È un’occasione che non possiamo sprecare».

Dal Pnrr arriveranno oltre 80 milioni per realizzare nell’area di Firenze e Prato 22 case di comunità, 10 ospedali di comunità e altrettante centrali operative di coordinamento oltre a un rafforzamento dell’assistenza domiciliare. L’obiettivo è il 2026, termine questo entro il quale le opere finanziate dal Pnrr dovranno essere completate. Per la Cisl questo è il momento per iniziare fin da subito un confronto tra le istituzioni e le comunità.

Al convegno hanno partecipato tra gli altri l’assessora del Comune di Prato Benedetta Squittieri, il direttore amministrativo della Asl Toscana centro Lorenzo Pescini, la direttrice della Società della salute Lorena Paganelli, la segretaria generale Cisl Medici Firenze-Prato Caterina Perra, Roberto Pistonina segretario generale aggiunto Usr Cisl Toscana, Viviano Bigazzi segretario pensionati Cisl Fi-Po e Marco Bucci segretario territoriale Cisl Fi-Po che ha presentato il progetto di riorganizzazione della sanità territoriale.

La grande rivoluzione del percorso per arrivare a una sanità territoriale è data dalla riorganizzazione dei servizi attraverso strutture destinate ad accogliere i bisogni dei cittadini, in particolare quelli delle persone anziane, partendo da “presidi” locali come le Case di Comunità, gli Hub e gli Spoke, tre sistemi in grado di garantire una presenza sanitaria costante. La richiesta è di arrivare a realizzare queste strutture finanziata dal Pnrr nei tempi previsti, garantire i servizi con personale e strumentazione tecnologica adeguata, come indicato dalla normativa nazionale; e avviare un costante confronto con le parti sociali sulla gestione futura dei servizi, e non solo sulle risorse stanziate per le mura delle strutture. Un altro grande problema evidenziato nell’incontro è quello della carenza dei medici di medicina generale: nell’area Firenze-Prato già oggi sono diminuiti del 13% in soli 20 mesi: dai 1.195 del 2021 ai 1037 dell’ultimo monitoraggio (-158 unità) .

«Prato è una città in continua crescita – ha detto l’assessora Squittieri – e qui siamo abituati a fare. Dobbiamo lavorare per affrontare temi quali il confronto su standard qualitativi e su quegli standard rispondere ai bisogni. Dobbiamo affrontare il tema della territorialità e le case di comunità sono una sfida importante. Altro tema è quello del personale che deve garantire la qualità del lavoro per chi opera nella sanità e garantire i servizi».

La non autosufficienza e la presa in carico delle cronicità legate all’invecchiamento della popolazione è l’altro tema: nell’area metropolitana Firenze Prato il 25, 5% delle persone ha più di 65 anni. Se il nuovo decreto sulla sanità territoriale prevede l’attuazione di una assistenza domiciliare mediamente pari al 10% della popolazione over 65, dice la Cisl, su Prato la presa in carico progressiva dovrà attestarsi su oltre 4.300 assistiti e su Firenze oltre i 9500.
 

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