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Prato

Piazza semi-vuota

Il tema della pace in Ucraina non scalda il cuore dei pratesi

Il tema della pace in Ucraina non scalda il cuore dei pratesi

Un centinaio di persone alla manifestazione in piazza

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PRATO. Le immagini della guerra in Ucraina arrivano ogni giorno nelle nostre case da mesi, spesso vengono commentate al bar e ancora più spesso sui social, ma quando si tratta di scendere in piazza a manifestare per la pace non sono in molti disposti a farlo. Un centinaio, per la precisione, quelli che si sono ritrovati ieri pomeriggio in piazza del Comune rispondendo all’appello di Europe for peace e fatto proprio da un gruppo di cittadini pratesi in vista della manifestazione nazionale in programma il prossimo 5 novembre a Roma.

A limitare la partecipazione è stata certamente anche la scelta di fare un presidio nel pomeriggio di un giorno feriale, dalle 17 alle 19, quando alcuni di quelli che magari volevano esserci non potevano perché erano al lavoro, mentre in altre piazze italiane presidi simili sono stati organizzati nel fine settimana.

Nessuna bandiera di partito in piazza ieri pomeriggio, solo quella arcobaleno della pace, e tante facce della politica ma solo l’assessora Cristina Sanzò a rappresentare il Comune e il presidente della Provincia Francesco Puggelli. In mezzo alla folla anche l’ex partigiano Fiorello Fabbri, 94 anni, uno dei pochi che la guerra l’ha vista davvero e se la ricorda. «Ho visto in televisione che gli ucraini usano i chiodi a tre punte – racconta – Sono gli stessi che usavamo noi durante la Resistenza». Fabbri, come altri in piazza, non ha un’opinione precisa sulla questione che divide il movimento pacifista dai partiti che sostengono l’invio di armi all’Ucraina. «Bisognerebbe non inviarle – ragiona – ma certo se poi i russi non smettono di combattere significherebbe lasciare gli ucraini alla loro sorte. Anche durante la Resistenza gli Alleati ogni tanto facevano lanci di armi, ma ci mandavano soprattutto derrate alimentari».

Per chi non era in piazza ieri ma vuole comunque manifestare a Roma il 5 novembre l’appuntamento è coi bus che partiranno dal piazzale Falcone e Borsellino, davanti al Tribunale. Per informazioni si può chiamare il numero 0574-459242.

«Siamo di fronte al rischio di una guerra nucleare, cos’altro deve accadere per fermare la guerra in Ucraina? – hanno scritto i promotori del presidio pratese – Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che invita gli Stati membri a inviare altre armi, altri sostegni militari e ad essere pronti a rispondere dinanzi a un possibile conflitto nucleare. Siamo alla follia. Questa non è l’Europa che vogliamo. La nostra Europa avrebbe votato una risoluzione per dire “Cessate il fuoco”. Siamo e saremo sempre dalla parte della popolazione civile, delle vittime della guerra in Ucraina e dei pacifisti russi che si battono per porre fine all’aggressione militare. Questa guerra va fermata subito e va cercata una soluzione negoziale, ma non si vedono sinora iniziative politiche né da parte degli Stati, né da parte delle istituzioni internazionali e multilaterali che dimostrino la volontà di cercare una soluzione politica alla crisi. La guerra sta avendo effetti devastanti per tutti i popoli, primo tra tutti il popolo ucraino. Le sanzioni non colpiscono solo la Russia ma tutti i popoli. Noi siamo con il popolo ucraino ed è per questo che non servono le armi».


 

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