Sicurezza
Violenza sessuale sulla nipote di 8 anni: condannato ottantenne
L’uomo approfittava dei momenti in cui rimaneva da solo con la bambina. Ha ammesso le proprie responsabilità nel corso di una telefonata intercettata
PRATO. Lo descrivono come una persona apparentemente normale, che non aveva mai dato segni di squilibrio. Eppure un pensionato di 80 anni è stato condannato a quattro anni e due mesi di reclusione per aver compiuto atti di violenza sessuale nei confronti della nipotina che all’epoca dei fatti aveva appena 8 anni. Il processo è stato celebrato col rito abbreviato che consente lo sconto di un terzo sulla pena finale.
All’origine del procedimento c’è la denuncia dei genitori della bambina, arrivata nel 2019 in seguito alle confidenze della piccola. Il nonno paterno, aveva raccontato la bambina, approfittava dei momenti in cui restava solo in casa con lei per allungare le mani: palpeggiamenti, baci sulla bocca, sfregamenti e penetrazione con le mani nelle parti intime. I fatti sono accaduti a cavallo tra il 2018 e il 2019 a Prato, dove il nonno paterno veniva a trascorrere brevi periodi di vacanza spostandosi da una città del nord dove risiede.
Una volta raccolto il racconto della bambina, facile immaginare con quanta pena, i genitori hanno presentato un esposto in Procura e le intercettazioni telefoniche hanno fatto il resto. In una in particolare il nonno sostanzialmente ammette quanto gli viene contestato.
All’inizio si è sospettato che anche la nonna sapesse e avesse taciuto, ma la donna non è mai stata indagata. Si è sospettato che anche la sorellina più piccola, di appena 3 anni, avesse subito le stesse morbose attenzioni. Un suo racconto lo lasciava intuire, ma poi la piccola è stata sottoposta a una perizia e ritenuta non in grado di testimoniare nemmeno in un un ambiente protetto. Il nonno, del resto, nella telefonata intercettata ha ammesso solo i fatti relativi alla sorellina più grande, che ovviamente non sminuiscono la sua responsabilità.
Il racconto della bambina è stato messo nero su bianco nel corso di un incidente probatorio e agli atti è finito anche un referto medico che attesta l’arrossamento delle parti intime, in seguito a una visita in ospedale subito dopo le confidenze fatte ai genitori. Ce n’era abbastanza per portare il nonno davanti a un giudice, che ha sostanzialmente accolto la tesi del pubblico ministero Valentina Cosci e ha condannato l’imputato a quattro anni e due mesi. Nel frattempo il nonno, col quale il figlio e la nuora hanno rotto i rapporti, aveva versato un risarcimento, anche se difficilmente potrà sanare il trauma provocato alla nipotina.
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