Sicurezza
Biffoni pompiere con Italia Viva: «Lavoreremo per allearci con voi»
Il partito di Renzi con un comunicato rimbrotta i consiglieri comunali del gruppo Pd.
PRATO. È una mail delle 20, 23 di lunedì sera, appena finita la discussione animatissima sulla multiutility in consiglio comunale, che fa di Prato la seconda città, dopo Firenze, a entrare nel mirino di Matteo Renzi.
Matteo II, Biffoni, però gioca di anticipo e cerca di evitare lo scontro con Matteo I, Renzi, di cui è stato l’enfant prodige. «A Prato faremo tutti gli sforzi possibili per arrivare alle elezioni alleati con te, Matteo», dice. «A pensar male degli altri si fa peccato ma spesso ci si indovina», è invece la prima frase del comunicato di Italia Viva di Prato arrivato nelle redazioni dei giornali locali.
Due indizi fanno una prova: mentre a Firenze Renzi attacca Nardella sul caso multe, a Prato Italia Viva affonda sui consiglieri Pd: «Noi non ci stiamo in una maggioranza dove le decisioni vengono pre-confezionate a tavolino nella stanza dei bottoni, non è possibile se questi sono i modi, costruire per il futuro un dialogo con la principale forza politica che governa la città. Pretendiamo, se siamo in maggioranza, di essere coinvolti fin da subito nelle scelte di governo e in tutti gli atti che si intendono portare all’attenzione del consiglio comunale. Il nostro risultato elettorale non può essere sottovalutato. Chiunque vorrà governare in città dovrà confrontarsi con noi».
Il Pd era stato fino a pochi minuti prima palesemente in difficoltà, l’accordo nel gruppo consiliare era arrivato con un emendamento presentato in corsa, con la chiara posizione dei consiglieri orientati a sinistra di marcare la differenza sulla proposta di ingresso in Borsa della multiutility, il gruppo “regionale” che si sta costituendo per la gestione dei servizi.
Ma il consigliere di maggioranza di Italia Viva Giacomo Sbolgi non viene coinvolto nelle trattative, febbrili. Di fatto anche il sindaco viene preso alla sprovvista. «La reazione di Italia Viva ritengo si riferisca a una situazione specifica legata all’episodio del consiglio comunale», commenta il consigliere comunale e segretario del Pd Marco Biagioni.
Sicuramente però un’occasione fornita a Renzi su un piatto d’argento e colta al volo. “In passato tutto si sarebbe chiuso con una telefonata” commentano nei corridoi del partito ma “ora ha lo scopo di aprire un fronte anche a Prato”.
È l’inizio, timido, per posizioni politicamente più spregiudicate. Ma Firenze insegna e Prato anziché sposare la tattica del silenzio di Nardella subito gioca le carte per non farsi mettere all’angolo con un’opposizione da dentro la maggioranza. «Faremo un ordine del giorno – aggiunge Biagioni – per approfondire il tema della multiutility da votare nei consigli comunali. Saranno coinvolte tutte le forze della coalizione. I rapporti a Prato sono buoni, il Pd continuerà a dialogare con Italia Viva. Anzi, di più».
«I consiglieri del Pd più a sinistra – replica Giacomo Sbolgi (Iv)– hanno voluto rimarcare il loro riposizionamento con sottolineature più di forma che di sostanza. Noi abbiamo sempre condiviso un percorso, con garante il sindaco, lo diciamo con chiarezza: il Pd non si faccia tirare la giacchetta a sinistra. In consiglio si approva quello che è stato concordato prima. Ho votato a favore ma solo per rispetto delle istituzioni, perché sono anche il vice presidente del consiglio comunale».
Anche per Biffoni il contesto dell’attacco di Iv nasce a livello locale ma «se Renzi ha una strategia in testa la porterà avanti: su questo non c’è dubbio. Lo farà a Firenze, che è casa sua, ma anche a Prato. Lui non fa passare nulla».
Il leader di Italia Viva su Prato, del resto, aveva già messo gli occhi, addirittura prima di avere i risultati elettorali: qui ha scelto di chiudere la campagna elettorale, proprio sotto la finestra dell’amico Biffoni. Impossibile ignorare che Prato ha un bacino di voti di centro che possono fare la differenza per Italia Viva.
Lo sa Renzi che, da formichina, comincia a farsi notare in vista delle amministrative del 2024, lo sanno il sindaco e il Pd che non hanno dubbi:«meglio amico che nemico».
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