Il Tirreno

Prato

Le indagini

Operato il giovane accoltellato, è stata una vendetta per una ragazza contesa

di Luca Signorini
La zona del parcheggio di via Bicchi dove si è consumata l’aggressione
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La zona del parcheggio di via Bicchi dove si è consumata l’aggressione

Carmignano, l’aggressore è un coetaneo. La vittima è ancora in gravi condizioni

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CARMIGNANO. È stato operato d’urgenza ieri mattina all’ospedale Santo Stefano di Prato il 18enne italo albanese accoltellato nel tardo pomeriggio di domenica - intorno alle 20 - nella zona dei giardini di via Bicchi a Carmignano, all’ingresso del paese, che collegano con un parcheggio (dove si trova il fontanello dell’acqua) e un passaggio pedonale a via del Ceppo.

Il giovane è stato raggiunto da alcuni fendenti al corpo, i più gravi gli hanno penetrato torace e addome. Per questo è stato necessario l’intervento di un chirurgo.

Adesso il 18enne - che si chiama Fabiol ed è residente nella frazione carmignanese della Serra - si trova ricoverato nel reparto di rianimazione del Santo Stefano, le sue condizioni sono al momento stabili e non è in pericolo di vita.

Tra l’altro il ragazzino è stato anche già ascoltato dai carabinieri, guidati dal tenente colonnello Sergio Turini, che stanno cercando di ricostruire la dinamica di quanto avvenuto e il movente della violenta aggressione.

E sono al lavoro per cercare di rintracciare il responsabile, che sarebbe stato individuato dai militari e intorno al quale dunque il cerchio si stringe. Sarebbe un coetaneo e connazionale della vittima, anch’esso residente sul territorio pratese.

Un vero e proprio agguato quello subito dal giovanissimo, raggiunto nei giardini di via Bicchi nel buio del tardo pomeriggio, quando la zona era pressoché deserta.

Quanto alle motivazioni dietro le coltellate inferte, ci sarebbero ragioni sentimentali che hanno portato al dissidio sfociato nel sangue. Forse una ragazzina contesa. Pene d’amore con conseguenze violente.

Anche se i carabinieri vogliono vederci chiaro vista la brutalità dell’agguato, e non escludono dunque altre piste, prima fra tutte quella di un regolamento di conti per questioni legate allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Domenica sera, dopo l’aggressione subito il giovane si è trascinato lungo la via del Ceppo quasi fino al "Cancellone" (così la gente del posto chiama le case in fondo a quella strada) e ha chiesto aiuto ai residenti.

Proprio gli abitanti hanno chiamato il 118 e la centrale operativa ha inviato sul posto un’ambulanza col medico a bordo della Misericordia di Poggio a Caiano, che ha prestato le prime cure sul posto al ragazzo prima del trasferimento d’urgenza all’ospedale di Prato.

Per cercare di ricostruire quanto avvenuto in un paese non abituato a fatti di questo tipo, il Comune ha offerto subito la propria collaborazione con il sindaco Edoardo Prestanti - che ha rivolto numerosi messaggi alla cittadinanza per rassicurarla che si è trattato di un episodio isolato e non di un problema di sicurezza - e la polizia municipale, che lavora insieme ai carabinieri soprattutto per la visione dei filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, comprese quelle della vicina stazione dei carabinieri. I militari sono comunque sulle tracce dell’aggressore, che ha le ore contate.




 

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