Carlo Cangioli è stato un pezzo della storia di Prato. Il lanificio, la musica classica e la vocazione internazionale
Il cordoglio degli industriali: «Uno dei più grandi»
PRATO. Era appassionato di opera e musica classica Carlo Cangioli, ma la sinfonia musicale della sua vita sono state forse le macchine del lanificio omonimo di cui è stato fra rappresentanti di maggior spicco, una delle aziende e dei marchi dei più famosi a Prato e nel mondo. Il “Cangioli” in fondo è per Prato un tassello della mitografia industriale e del tessile, epigono di una famiglia che ha fatto la storia del tessile fin dall’800 e con cui la città spesso fa scorrere il nastro dei ricordi agli anni delle grandezza. Perché di certo Carlo Cangioli è stato un grande imprenditore.
Per questo Confindustria Toscana Nord e le istituzioni cittadine esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Cangioli, avvenuta nella notte fra sabato e domenica. Carlo Cangioli era nato a Firenze nel 1928 in una famiglia che già allora, come è stata anche in seguito, era parte della storia del tessile pratese: il lanificio Cangioli era stato fondato nel 1859 e fu fra le imprese che nel 1912 diedero vita all'allora Unione Industriale Pratese, oggi confluita in Confindustria Toscana Nord. Alceste Cangioli, nonno di Carlo, fu il primo presidente della neo costituita associazione. Anche lo stesso Carlo Cangioli fu molto attivo a livello associativo: dopo vari incarichi, divenne vicepresidente dell'Unione Industriale Pratese nei bienni 1960-1961 e 1962-1963; con Antonio Lucchesi e Dionigi Balli fu membro del Comitato di reggenza nel 1966, prima di diventare di nuovo vicepresidente nella presidenza di Enrico Pecci del biennio 1966-1967. Fu poi lo stesso Cangioli ad assumere la presidenza dell'associazione per tre mandati consecutivi, dal 1968 al 1973. L'impegno di Carlo nel sistema Confindustria si estese anche a livello nazionale, ricoprendo incarichi all'interno dell'Associazione Laniera. La sua attività imprenditoriale era iniziata nel lanificio di famiglia subito dopo la laurea e si manifestò soprattutto nell'ambito commerciale internazionale.
La sua esperienza di lavoro è rievocata attraverso le sue parole, raccolte da Andrea Balestri e Giampiero Nigro assieme a quelle di altri protagonisti della Prato tessile degli anni 1950-1975, nel libro "Flanelle & velour" edito nel 2002 dall'Unione Industriale Pratese: ne emerge l'immagine di un imprenditore aperto all'innovazione e attento ai cambiamenti dei mercati.Ma era anche un appassionato d’arte, soprattutto di opera lirica e musica classica, per questo per anni è stato fra i soci benemerito della Fondazione del Maggio musicale fiorentino. Il presidente di Confindustria Toscana Nord Daniele Matteini, il Consiglio di presidenza, il Consiglio generale e l'associazione tutta esprimono alla famiglia le più sentite condoglianze, assieme a un caloroso ringraziamento per l'impegno di un uomo che ha dato molto al mondo associativo industriale pratese, oltre che all'imprenditoria del distretto tessile. I funerali di Cangioli si terranno domani alle 11 a Firenze, nella chiesa di S. Maria a Marignolle.
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